I tre candidati alla carica di sindaco
Lanfranco Coluzzi (Iniziativa Sociale),
Serafino Di Palma (Cdl) e Lidano Zarra
della coalizione Sezze che Cambia, hanno
inviato una lettera aperta al sindaco del
Comune di Sezze, Andrea Campoli, per
chiedergli di fare un atto di coraggio
attraverso il quale arrivare ad ottenere il
riesame del voto del
27 e 28 maggio scorsi.
Nella lettera i tre
candidati a sindaco
evidenziano come
siano sempre più insistenti
le voci su
presunte approssimazioni
nella conduzione
delle operazioni
elettorali in alcuni
seggi, tanto che
non pochi candidati
lamentano mancanza di voti, preferenze,
consensi. In ogni tornata elettorale non
sono mai mancati gli «scontenti» di turno,
nè è venuta meno la caccia alle streghe
alla ricerca del voto che mancava all’appello.
«Ma da un esame delle operazioni
di voto e già anche nella presentazione
delle liste collegate al neo sindaco poi
vincente con il 50.7 per cento dei consensi
- affermano i tre candidati alla carica di
primo cittadino - risultano palesi irregolarità.
Come la foto scattata al seggio numero
1, il verbale delle operazioni di voto
non compilato in tutte le parti al seggio 3,
le contestazioni a verbale di alcuni rappresentanti
di lista al seggio 11, e così via
dicendo. Le incongruenze rilevate avrebbero
dovuto produrre un moto di ribellione,
non solo in chi non essendo stato
eletto ha voluto verificare
la propria
posizione per vederci
chiaro, ma anche
in ciascuno degli
eletti e in chi rappresenta
i partiti, tutti i
partiti, di centrodestra
e di centrosinistra.
Si sentono invece
da più parti le
stesse affermazioni:
tanto il risultato delle
elezioni non cambia. Il 50.7 per cento,
anche se sono solo 108 voti di scarto,
basta e avanza per chiudere la partita».
Per Coluzzi, Di Palma e Zarra tali numeri
non bastano invece per la politica, anche
se i voti sono condizione necessaria, perché
quello che sollevano è un problema di
natura politica, di difesa della democrazia,
che va ben oltre il risultato elettorale.
«Riteniamo che in un sistema democratico
non sia sufficiente che le regole ci
siano, ma che sia determinante che le
stesse vengano fatte rispettare. Perché
stupisce e sconcerta il pressapochismo,
l’impreparazione, le sviste ed i grossolani
errori di chi errori non dovrebbe farne o
addirittura le gravi omissioni di alcuni
presidenti di seggio». Quelle
dei tre candidati sindaci sono
affermazioni forti che alimenteranno
il confronto e
non solo all’interno dell’aula
consiliare. «Il rischio è
che con il silenzio, che è
figlio dell’indifferenza, il
malcostume diventi sistema
e che la democrazia diventi
di facciata, che non garantisce
i cittadini ma le lobby di
potere, i furbetti, i professionisti
del crimine organizzato,
i generali di corpo d’armata,
sempre pronti a sbandierare il manuale
Cencelli e a pretendere realizzando
un sistema spartitorio, che mortifica la
meritocrazia. Il nostro è un appello rivolto
a Sezze, ai suoi cittadini, ai politici di
destra e di sinistra, agli eletti in Consiglio
ma soprattutto al sindaco affinché per non
dare adito a dubbi sia egli stesso, con un
atto di coraggio, a chiedere il riesame del
voto per una nuova etica politica».
Giovanni Rieti (21/06/2007)
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