Scomoda Voltaire per difendersi
dal presunto attacco politico-
mediatico «inusuale», il consigliere
della Pdl, Antonio Vitelli,
che dieci giorni fa venne
accusato di «sbattere sempre il
mostro in prima pagina, con un
atteggiamento tipico del populista,
del denigratore di facciata,
del trasversalista e dell'ossessionato,
che ha bisogno di sprecare
il tempo, per interferire con le
normali attività quotidiane», da
parte del comandante del corpo
di Polizia municipale di Sezze.
«Nonostante l’esistenza degli
estremi per una querela contro il
dottor Lidano Caldarozzi - dichiara
il consigliere Vitelli -, ho
deciso di non procedere in tale
direzione, convinto che il dibattito
politico e amministrativo, cui
è demandato il consigliere comunale,
resti il solo terreno ove
confrontarsi con gli altri esponenti
politici», mentre suggerisce
«al comandante di attenersi
al rispetto delle leggi e all'esecuzione
degli ordini impartiti dall’amministrazione
comunale»,
consigliandogli «di non addentrarsi
in analisi politiche».
«Se il dottor Caldarozzi ha deciso
di intraprendere l’esperienza
politica - dichiara Vitelli nella
nota - si dimetta dal proprio ufficio
e si candidi alle elezioni amministrative
e, qualora risultasse
eletto nell’assise comunale, potrà
confrontarsi in tutte le sedi
politiche ed istituzionali con il
sottoscritto». E se la nota del
consigliere Vitelli contiene affermazioni
che vanno oltre l'ordinaria
cronaca, ci limitiamo a
ricordare come nei confronti del
comandante Lidano Caldarozzi,
a riguardo del presunto reato
contestatogli, previsto dall'art.
640 del codice penale (truffa),
sussista un procedimento di archiviazione
datato luglio 1995,
(n. 6918/95) richiesto dal pubblico
ministero Iannelli che in data
7.11.1995 ne chiese l’archiviazione
al giudice per le indagini
preliminari, Giuseppe Carta, che
di lì a pochi giorni ne dispose
l'archiviazione. Mentre per ciò
che attiene alle sue funzioni amministrative
di incarico di funzioni
dirigenziali quale Capo settore
polizia locale si
rammenta come
lo stesso derivi
da deliberazione
del Commissario
prefettizio,
Leopoldo Falco,
con i poteri
assunti (art. 48,
comma 3; del
d.lgs 18 agosto
2000, n. 267 della Giunta comunale
in data 14 luglio 2006 e
rideterminata con deliberazione
in data 17 maggio 2007, derivante
da una precedente deliberazione
del Commissario prefettizio,
in cui si procedeva «all’approvazione
dei criteri generali per l’adozione
da parte della Giunta del
regolamento degli uffici e dei
servizi, comprensivo di dotazione
organica, delle modalità d'assunzione
e dei requisiti di accesso
alle modalità concorsuali».
Ad oggi infatti, le funzioni
svolte dal comandante Caldarozzi,
non sarebbero mutate nel corso
del tempo essendo egli stato
riconfermato al proprio ruolo in
data 9 ottobre 2007 e fino a
ottobre 2008. Nel merito della
cosiddetta Grottopoli, dopo la
vicenda dell’occupazione
abusiva
dello stabile di
via San Bartolomeo,
«dopo le
risse registrate in
paese, dopo i numerosi
furti ed i
due omicidi verificatisi
negli ultimi
sei mesi», Vitelli
dichiara che
«la stessa è legata al degrado
sociale del nostro paese, e rappresenta
solo uno degli aspetti
negativi dell’insufficiente controllo
territoriale e sociale che
vive Sezze, da oltre 15 anni, e il
conseguente crollo della sicurezza
reale percepita». Vitelli esprime
il proprio giudizio politico
sui risultati amministrativi conseguiti
in tale direzione che giudica
totalmente negativi, ed inadeguati,
rispetto alle esigenze
espresse dalla popolazione.
Elisa Fiore (11/05/2008)
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