Sempre più vicina la rescissione del contratto con la Dondi. Lo scorso 1 giugno la Giunta comunale ha dato incarico all’avvocato Alberto Costantini di procedere all’avvio del procedimento di decadenza e/o risoluzione della concessione del Servizio Idrico Integrato. La Giunta, in sostanza, ha incarico al al Sindaco di Sezze di sottoscrivere e notificare alla Costruzioni Dondi S.p.A., a mezzo Ufficiale Giudiziario, un atto stragiudiziale di intimazione e diffida con cui si contestino alla detta Concessionaria diversi inadempimenti contrattuali. Si è proceduto dunque all’avvio degli atti che potrebbero portare alla risoluzione immediata della concessione stipulata nel lontano dicembre del 1993. Molte le motivazioni che hanno spinto l’amministrazione comunale ad accelerare i tempi. Nel testo della delibera si parla di «plurimi inadempimenti della Concessionaria alle obbligazioni sulla stessa gravanti, nonostante i reiterati ed oramai vani solleciti, contestazioni e diffide, ivi compresa quella del 19 aprile 2010, tutti rimasti privi di concreto ed effettivo riscontro». Non trascurato il cattivo funzionamento delle pompe di captazione di località “Fonte La Penna” «che risulta fuori esercizio dal mese di luglio 2010 e che non è stata ancora riparata o sostituita nonostante il tempo trascorso ed i ripetuti solleciti di questa Amministrazione». Considerato anche e soprattutto il rischio di totale mancanza di acqua a carico di diverse migliaia di persone, vista «la omessa riparazione delle pompe di riserva dell’impianto di sollevamento idrico in località Monte Nero, che spinge l’acqua nel sovrastante serbatoio di Monte Nero a servizio delle zone alte della “Conca di Suso”, interessate durante il periodo estivo, come tutto il territorio comunale, da una maggiore domanda di acqua per uso domestico». Nella delibera si parla anche delle carenze dell’impianto di rilancio verso Sezze alta in Località Mole Muti di Sezze Scalo e del mancato adeguamento dell’impianto di depurazione in località “Casali” «le cui acque reflue risultano a tutt’oggi sprovviste dell’autorizzazione provinciale allo scarico proprio in ragione dell’inadeguatezza dell’impianto» come riportato nell’interrogazione firmata dai consiglieri Di Palma e Vitelli. Infine, è stata considerata l’omessa manutenzione dell’impianto di sollevamento fognario di Valle Pazza, le cui carenze determinano la fuoriuscita di liquami e il loro sversamento nel canalone. Insomma un contratto che ad oggi già appare carta straccia.
Alessandro Mattei (06/06/2011)
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