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Vecchie bollette, richieste illegittime
Sezze, caso Dondi e termine di prescrizione
Continua ad essere al centro del dibattito
politico nel comune di Sezze la cosiddetta
«questione Dondi», ovvero il rapporto
tra l’ente comunale di Sezze, la ditta di
Rovigo che gestisce i cicli idrico e fognario
e i cittadini contribuenti. Tra poco più di un
mese dovrà essere definito il lodo arbitrale,
che vede l’ente comunale indeciso su come
affrontare la situazione riguardo al debito di
circa nove milioni di euro contratto con la
Costruzione Dondi spa. Una vicenda che
potrebbe mettere in ginocchio l’ente comunale
setino che, in caso di giudizio soccombente,
andrebbe certamente incontro al dissesto
finanziario.
Nonostante la gravità di quello che potrebbe
accadere, perciò, continua a far parlare di
sé anche il rapporto tra la concessionaria e
gli utenti del servizio idrico. Bruno Silvestri,
esponente della civica Area Democratica,
torna sulla questione facendo notare
che «non è cambiato nulla da parte della
concessionaria del comune di Sezze» e che
«la politica di questo paese non interviene
sui problemi che riguardano le tasche dei
cittadini ». Proprio per questo l’esponente
di opposizione torna ad evidenziare l’argomento
dei termini di prescrizione relativi
alle bollette emesse dalla Dondi. Bruno
Silvestri ricorda che continuano ad arrivare
ai cittadini utenti lettere raccomandate in
cui vengono invitati e diffidati al pagamento
di bollette, a dire della concessionaria
insolute, per evitare l’interruzione del servizio.
Le richieste riguardano forniture idriche
dal 1999 al 2001. Silvestri si chiede
come si possa pretendere che un cittadino
esibisca le ricevute di pagamento dopo tutti
questi anni trascorsi: «Inoltre ricordo a
quanti si sono visti recapitare queste lettere
che la legge in merito alle utenze domestiche
è chiara e sancisce che la prescrizione
avviene entro cinque anni. Quindi la stessa
Dondi deve dimostrare di avere interrotto
tali termini di prescrizione avendo inviata a
suo tempo una lettera raccomandata, di cui
oggi dovrebbe mostrare la relativa ricevuta
di ritorno. Chiedo all’amministrazione comunale
di verificare la vicenda, ma soprattutto
alla concessionaria che apporti sulle
bollette la dicitura che le bollette precedenti
risultano pagate, togliendo la dicitura salvo
conguaglio». Oltre a questa vicenda l’esponente
di Area Democratica evidenzia le
continue lamentele da parte di diversi cittadini
inerenti il fatto che molto spesso la
Dondi «chiede agli utenti il pagamento di
bollette già pagate e che di fronte alle
rimostranze del cittadino con documenti
alla mano, si trincera dietro un errore, un
disguido addossando la colpa all’ufficio
postale che ancora non gli accredita la
somma pagata. E’ possibile credere ad una
cosa simile? Considerato che la Dondi si
trova a gestire migliaia di utenze e che per
far ciò non ha investito tutte quelle somme
di denaro di cui parla tanto in questi giorni
- conclude l’esponente di opposizione -
rivolgendo un pensiero a quelle sventurate
persone che hanno smarrito le vecchie bollette
invito la ditta di Rovigo ad investire
una piccola parte del ricavato nell’acquisto
di un programma gestionale che eviti il
verificarsi di questi disguidi o errori».
Giovanni Rieti (12/02/2008)
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