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Urbanistica una città stravolta
L'analisi del segretario di Md Giovanni Moraldo
"In 30 anni solo varianti, ora va imposta una crescita armonica"
Il segretario del Movimento Democratico, Giovanni Moraldo, interviene sulla situazione del Piano Regolatore Generale del Comune di Sezze. In città non sono state applicate altro che varianti che nel corso degli anni hanno stravolto l'urbanistica della città. "Nessun amministratore di Sezze negli ultimi trenta anni ha avuto mai il coraggio e la volontà politica di mettere mano ad uno strumento indispensabile per la crescita omogenea e lo sviluppo armonioso e corretto della città; nessun politico - dice Moraldo - si è mai interessato minimamente di una città che nel corso dei decenni è cresciuta in modo esponenziale ed è diventata un miscuglio di realtà ben definite che non riescono ad emergere". E' dal 1972, infatti, che il Prg è fermo e la situazione evidentemente è ormai sfuggita di mano. "L' intero paese cresce senza freno perché nessuno ne ha mai concertato lo sviluppo, e la città che si estende a macchia di leopardo, senza un ordine apparente e senza una opportuna pianificazione" come sottolinea il movimento che sostiene al voto Serafino Di Palma.
In diversi quartieri l'urbanistica selvaggia ha ormai compromesso l'ambiente circostante causando disagi contini alla popolazione. "Una miope e distorta visione dell' esercizio della cosa pubblica - afferma il segretario - che non si ferma davanti a nulla, anche quando ci troviamo palesemente di fronte a realtà che non possono sostenere l'immissione di decine di nuove unità abitative e conseguenti attività professionali, in zone e realtà che presentano precisi limiti urbanistici : strette stradine ad accesso privato e vicoli ciechi che permettono a malapena il transito e la sosta dei numerosi residenti". Moraldo cita l'esempio di via Ancona e via Ascoli a Sezze scalo dove è nato un caso che crea un precedente: "I cittadini sono insorti, decidendo di combattere una difficile battaglia in nome del rispetto e della decenza civile , che ha portato a inevitabili e pesanti strascichi legali, arrivando a diversi gradi di giudizio, con chissà quali conseguenze". L'Md si chiede di chi sono le responsabilità. É notizia di questi giorni poi che l' amministrazione comunale abbia stabilito che tutte le strade ad accesso privato che negli anni hanno usufruito in qualche modo di opere ed interventi da parte del comune ( fogne, in alcuni e pochi casi asfalto, illuminazione), divengano di proprietà pubblica. L'Md crede che questa sia "l' ennesima pezza atta a risolvere un ben più grave problema". Occorrerebbe invece "più lucidità e meno arroganza da parte dei dirigenti" che si sono occupati della vicenda conoscere l'esatta portata del problema. Si invita il commissario Falco a mettere i cittadini nella condizione di conoscere con esattezza le soluzioni che intende adottare per tale questione.
Alessandro Mattei (02/04/2007)
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