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Urbanistica e rifiuti, nodi chiave per il sindaco
Venerdì la riunione dei capigruppo. Poi in Consiglio

| (Il sindaco di Sezze, Andrea Campoli)
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Due appuntamenti
di rilievo attendono
la politica locale che
nel corso di questa
settimana ha messo
in calendario un nuovo
Consiglio comunale
per venerdì 18
alle ore 19 e nel corso
della stessa mattinata
alle 11, la conferenza
dei capigruppo.
Nel corso dell'ultimo
Consiglio comunale
la discussione si era
arenata causa la caduta del numero
legale. La sessione che aveva visto
l'approvazione di cinque dei sei progetti
in deroga al Prg attraverso lo
strumento dei piani di utilizzo azienda.
La discussione era proseguita tornando
ad analizzare l'ipotesi di realizzazione
di un ecocentro
da collocare, secondo
il progetto di comune
e Spl nell'area
industriale della ex
Sogeni. Ipotesi, poiché
maggioranza ed
opposizione sembrano
ancora non aver
ben chiare le idee.
Dal momento che se
l'opposizione appare
tutta più o meno motivata
ad ostacolare la
realizzazione di un
impianto in zona Sogeni, adducendo
una serie di motivazioni che vanno dal
rischio di carattere ambientale, alla
necessità di riqualificare quell'area per
fini meno compromettenti sotto il punto
di vista paesaggistico ed ambientale.
La maggioranza sembra non aver
ancora ben chiaro nemmeno quale
tipo d'impianto realizzare, non avendo
finora fornito alcun elemento specifico
di valutazione. Un impianto di
vagliatura e separazione? Un TMB?
Per il trattamento meccanico biologico?
Un sistema di compattazione di
rifiuti raccolti differenziatamente dai
quali, come sostiene l'assessore Antonio
Maurizi si esclude il processo di
trattamento dell'umido destinato a
compost? Se così fosse i cittadini di
Sezze potrebbero stare tranquilli, perchè
non vi è rischio derivante da questo
tipo d'impiantistica, ed anche perchè
la maggior parte delle operazioni
di quelle operazioni si svolge all'interno
di una struttura chiusa, non di certo
all'aperto, e di sicuro senza emissioni
di fumi o gas. Comunque utilizzando
materiali preventivamente separati.
Ma il punto per Sezze capofila di una
simile impresa è e resta proprio questo.
La città è ferma ad un tragico 6%
di differenziata, nonostante il suo territorio
si presti più di altri a questo tipo
di soluzione, che può derivare dal
porta a porta ma anche da una raccolta
condominiale e zonale, attraverso la
nascita di isole ecologiche a scomparsa,
che potrebbero sostituire gli inutili
ed antiestetici desueti cassonetti dell'immondizia
perennemente pieni, o
sporchi, se non bruciati e arrugginiti.
Quelli che spingono il cittadino a buttare
l'immondizia così com'è dentro
qualcosa che già appare il contenitore
fetido di un «tal quale» da destinare
perennemente nelle discariche laziali,
che per quanto riguarda la provincia di
Latina, con percentuali che oscillano
tra il 16% ed il 19% di Rd, non
possono che prosperare.
E. F. (14/07/2008)
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