LA vicenda legata ai lavori di
sistemazione di via Cerreta a
Sezze e alla falda acquifera
apertasi nelle condutture idriche
torna prepotentemente alla
ribalta in virtù di una formale
denuncia presentata da Elisa
Fiore, residente in via Cerreta,
che ha denunciato lo stato di
disagio e di pericolosità in cui
versa la strada. La denuncia è
stata inviata alla Procura di Latina,
al commissario prefettizio
del Comune, alla Stazione dei
Carabinieri, alla Polizia municipale
e alla ditta Costruzioni
Dondi spa, che gestisce per
conto del Comune di Sezze i
cicli idrico e fognario. Nella sua
denuncia Elisa Fiore evidenzia
che in via Cerreta sono stati
avviati i lavori di rifacimento
del manto stradale, parzialmente
eseguiti dopo una gara d’appalto
ed interrotti senza alcuna
motivazione specifica, a dispetto
dei tempi di consegna previsti
dal capitolato di gara: «Al
momento - si legge nella denuncia
- lo stato di pericolosità
è rappresentato non solo da buche
divenute vere e proprie voragini,
ma dalla totale incuria
da parte di coloro che da tre
mesi avrebbero dovuto chiudere
una falla aperta la centro
della strada. La falla, divenuta
una vera fontana, versa direttamente
acqua potabile sul manto
stradale, raggiungendo la provinciale
Ninfina in piena curva
e rappresentando stato di pericolosità
costante, sia per i residenti
che per i viandanti, obbligati
a percorrere un tratto di
strada ormai abbandonato a se
stesso». Con questa denuncia
E. F. intende richiamare
il ruolo delle istituzioni che
puntualmente erano state più
volte sollecitate verbalmente.
Oltre allo stato di evidente pericolosità
la residente denuncia
anche la «totale assenza di sensibilità
da parte di chi avrebbe il
dovere di limitare una vistosa
perdita di acqua che 24 ore su
24 getta letteralmente nella fogna
e sul manto stradale di due
arterie viarie ettolitri di acqua
potabile, che viene a mancare
dalle rimesse e dai pozzi di
approvvigionamento idrico.
Per questo si sollecita l’intervento
della polizia giudiziaria
al fine di definire e chiarire i
ruoli e le competenze dei soggetti
responsabili dello scempio
ambientale del quale i cittadini
di Crocemoschitto sono ancora
una volta spettatori inermi».
Giovanni Rieti (21/04/2007)
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