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Una facoltà al monastero delle Clarisse
Sezze, richiesta del consigliere provinciale Eramo

| (Enzo Eramo)
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UN sopralluogo presso l'ex monastero delle Clarisse di
Sezze sarà chiesto formalmente,
entro questa settimana,
dal consigliere provinciale
Enzo Eramo. Richiesta indirizzata
all'assessore
provinciale ai Lavori pubblici
Salvatore De Monaco e alla
Commissione consiliare Lavori
pubblici. Un’ispezione
che ha un obiettivo ben preciso:
«Capire a che punto sono
i lavori, valutarli e sapere ancora
quali sono gli interventi
da fare. Ma dal sopralluogo -
ha sottolineato il consigliere
provinciale e capogruppo del
Pd nel consiglio comunale di
Sezze - bisognerà soprattutto
capire di che tipo di struttura
avremo a disposizione quando
saranno terminati i lavori.
Questo per individuare la migliore
destinazione per l'ex
monastero. Qualche anno fa
proposi di destinarlo a sede
della facoltà di agraria. Una
proposta che guardava in due
direzioni: una verso il rilancio
del centro storico e l'altra verso
quello del comparto agricolo.
Ma poi non si è fatto più
nulla. Il sopralluogo, congiunto
con gli amministratori
e i tecnici comunali - conclude
Eramo - servirà proprio a
fare chiarezza sulle potenzialità
della struttura e sullo stato
dei lavori». L'ex monastero è
uno stabile antichissimo che
sorge nel cuore di Sezze. Le
prime notizie ufficiali della
sua esistenza risalgono al
1313. Ha ospitato per secoli le
suore appartenenti all'ordine
delle Clarisse Innocenziane,
fra i rami più antichi dell'ordine,
in cui si seguiva la regola
dell'anno 1253, cioè quella di
Santa Chiara che, oltre ai voti
di obbedienza, povertà e castità,
comprende l'obbligo più
rigido: la clausura. Negli anni
Novanta del secolo scorso di
fronte ad una progressiva crisi
delle vocazioni e a una struttura
che necessitava di un ingente
restauro, le suore decisero
di venderla per trasferirsi
a Latina in una nuova sede più
confortevole. Il monastero di
Sezze passò nelle mani dell'amministrazione
provinciale
e dopo qualche anno cominciarono
i lavori per il suo
restauro. Lavori mai terminati
che hanno dilapidato una cifra
forse non quantificabile.
A.d.n. (27/01/2010)
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