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Una discarica a cielo aperto
In via Ninfina a Sezze
Lungo via Ninfina al chilometro
22 a Sezze, nonostante
un divieto di scarico
faccia bella mostra di se da
oltre tre anni, c'è ancora chi
si ostina a gettare calcinacci
e rifiuti periolosi davanti alle
abitazioni dei privati che
hanno la sfortuna di abitare
a ridosso di una piazzola.
L'idea che la piazzola ospiti
un vecchio e fatiscente
bidone dell'immondizia deve
aver indotto gli incivili
cittadini che ogni giorno si
adoperano a riempiere quello
spiazzo di ogni tipo di
rifiuto, a credere che si tratti di una discarica a cielo aperto.
In alcuni giorni si possono
trovare cassette della
frutta in plastica, in altri
sacchi d'immondia, sfalci e
molto altro ancora, ma da
tre giorni in via Ninfina
qualcuno ha abbandonato
anche una vecchia molazza.
Un' attrezzatura che evidentemente
fino a poco
tempo fa deve essere stata
utilizzata da qualche carpentiere
o qualche muratore
del luogo, che pur di evitare
di fare una telefonata al servizio
di raccolta dell'«Spl»,
ha ritenuto doveroso abbandonare
la vecchia molazza
nello spiazzo che da anni
viene identificato nella discarica
a cielo aperto di via
Ninfina. Uno scempio tra il
verde selvaggio delle montagne
e quello coltivato delle private abitazioni.
Possibile che
nessuno si sia
accorto finora
del via vai che
incivili trasgressori
devono
mettere
in scena per
scaricare una molazza o quattro cassette
di frutta? La scena degli
sfalci e dei calcinacci abbandonati
a ridosso dei secchi
dell'immondizia si ripete
davanti agli uffici delle
Poste di Sezze Scalo, anche lì intonaci e
sfalci di palme
secche
giacciono in
un letto bitumoso
di oltre
mezzo metro
di altezza senza
che nessuno
intervenga
da oltre trenta giorni.
Perchè non s'interviene?
Per quanto tempo ancora
saremo costretti a guardare
scene da periferia terzomo-
dista?
E.f. (22/08/2008)
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