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Una città rumena sui Lepini
Da Sezze Romano a Sezze Rumeno

| (Panoramica del paese di Sezze)
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L’insegna stradale «corretta» campeggia
all’ingresso della città ormai
da anni. I primi arrivi consistenti
dei cittadini dell’Est risalgono
a più di un decennio
fa. Stranieri che
allora erano extracomunitari
e che oggi sono
aderenti all’Unione europea
a tutti gli effetti.
Un motivo in più per
promuovere iniziative di
integrazione. Lo dimostra
in Comune con la
sua consulta degli immigrati,
lo accennano le istituzioni scolastiche
di fronte a classi sempre più
multietiche. In ritardo in questo
processo sembrano essere i datori di
lavoro. L’occupazione degli immigrati
si regge purtroppo ancora con
il capolarato. Fanalino di coda -
riferiscono le fonti istituzionali -
sono invece gli
affittuari delle
abitazioni. Il
centro storico
di Sezze, parallelamente
all’arrivo degli
stranieri, si
è svuotato dei
suoi setini lasciando
le abitazioni,
per lo
più fatiscenti, nelle mani degli ospiti
senzatetto per un giro d’affari tutto
in nero. A nulla sono valse negli
anni le denunce di esponenti dell’estrema
destra setina volte a sollecitare
controlli. Oggi la nuova Sezze
conta migliaia di stranieri, oltre
quelli all’anagrafe. L’8% dell’intera
popolazione residente è di nazionalità
rumena. Di rumeni se ne
contano 3000, il totale degli stranieri
va oltre i 5000. I numeri danno la
fotografia di un tessuto sociale complesso
dove centinaia di famiglie
annaspano in problemi che, vuoi o
non vuoi, finiscono per viaggiare di
pari passo con episodi di microcriminalità
e di sfruttamento. Il tutto
condito nell’uso abnorme dell’alcol.
Una dipendenza difficile da curare
in qualsiasi condizione, figurarsi in
quella da immigrato dove i servizi
sociali devono spartire risorse senza
incorrere in criteri di diseguaglianza.
E i setini tuonano. Per loro non
è un fatto di intolleranza, fatta eccezione
degli episodi di razzismo per i
quali è in corso un processo penale
a carico di un gruppo di giovani del
posto (uno dei quali già assolto), ma
di sicurezza. Il trasferimento del
comando stazione dei carabinieri
dalla vecchia sede di via Fanfara
nella bella struttura di via Roccagorga
aveva fatto sperare in un
potenziamento dei militari. Così
non è stato e il controllo del territorio,
dal Semprevisa alla Storta, dallo
Scalo a Ceriara viene delegato a
pochi uomini, nonostante appunto
negli ultimi anni la popolazione sia
cresciuta con la presenza di migliaia
di nuovi cittadini.
R.c. (16/10/2007)
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