A meno di un mese dalle presentazioni delle liste elettorali è possibile separare il grano dal loglio. Di nomi per le amministrative ne girano tanti ma un fatto è assodato: ad oggi, di candidati alla carica di primo cittadino ne restano quattro, mentre altre possibili ipotesi paiono legate solo a tatticismi che potrebbero perdere credibilità e sciogliersi come neve al sole con l'avvicinarsi delle prime scadenze (una su tutte quella della raccolta delle firme autenticate). I quattro candidati ufficiali alla carica di Sindaco sono: Serafino Di Palma per alcuni partiti e liste civiche del centrodestra setino ( Fi, As, Nuovo Psi, Giovani per Sezze e Md); Andrea Campoli per l'Unione (Ds, Margherita, Udeur, Italia dei Valori, Sdi, Verdi, PdCI, Rifondazione, l'Italia di Mezzo e Tutti per Sezze); Lidano Zarra per la coalizione civica "Sezze che Cambia" (Area Democratica, Centro Moderato, Setini Indipendenti, Sezze condivisa, Costituente Pd per Zarra) con il sostegno dell'Udc; e Lidano Ludici per il neo movimento politico indipendente di Identità Setina. All'appello mancherebbe la lista dell'ex vice sindaco di Sezze, Pino Ciarlo (ma restiamo ancora nel campo delle ipotesi); il candidato della destra radicale di Iniziativa Sociale, Luigi Gioacchini o Lanfranco Coluzzi (in attesa di capire cosa accade nel centrodestra), e l'indeciso partito di Alleanza Nazionale che - dalle ultime dichiarazioni - non esclude neanche una candidatura autonoma per le comunali.
Però, nell'agone degli incontri politico-istituzionali che il commissario prefettizio Leopoldo Falco ha avuto in questi mesi per parlare delle questioni più urgenti, solo quattro dei possibili sette candidati si sono presentati, e ciò la dice lunga sulla consistenza delle ipotesi in ballo. E' molto prevedibile, dunque, che di candidati alla carica di primo cittadino ne restino proprio quattro (al massimo cinque) a meno che non si arrivi all'assurdo, ossia alla situazione in cui vengano presentati altri candidati ad un mese dalle votazioni stesse, cosa che stravolgerebbe ulteriormente il già caotico quadro politico setino.
Alessandro Mattei (31/03/2007)
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