Nei primi giorni
del mese di settembre
nel corso
di una seduta della
Commissione
Programmazione
e gestione delle
risorse, il presidente,
Ernesto Di
Pastina, consigliere
in quota all’Italia
dei Valori,
ha consegnato ai
consiglieri presenti
copia della
lettera che, il parroco
della parrocchia
di San Lorenzo
Martire di Crocemoschitto,
aveva protocollato
in data 20 agosto
2008. Precisando
che la richiesta sarà
inserita all'ordine
del giorno di una
delle prossime
sedute.
Nella lettera
protocollata al
sindaco Andrea Campoli,
il parroco don Angelo,
chiede di ottenere il comodato
d'uso del parco comunale
adiacente la chiesa di
San Lorenzo.
La piccola striscia di terreno,
risulta essere in totale
abbandono, benché
qualcuno, in tempi pregressi
vi avesse anche allocato
qualche panchina. Ma
l'incuria ed i costanti atti di
vandalismo hanno ridotto
lo spazio in un luogo di
degrado. Il piccolo giardino
che dovrebbe essere ad
uso dei residenti del quartiere
di Crocemoschitto,
non è mai stato sottoposto
né a disinfestazione né a
pulizia. Mentre mamme e
bambini del quartiere, e
ragazzi e ragazze, volentieri
ne farebbero uso, se
fosse posto in condizioni
di decenza.
Da qui, la decisione di
don Angelo di chiedere
l'affidamento dell'area verde,
da attrezzare a giardino
pubblico, con giochi in legno
e gazebo: «Abbiamo
la possibilità di farlo ora,
non possiamo perdere altro
tempo, noi siamo pronti a metterci del nostro, ma
l'amministrazione deve fare
la sua parte». Fin qui
don Angelo, che nel giro di
una decina di anni ha costruito
un rapporto saldo e
duraturo con il territorio,
rappresentando non solo
un'istituzione religiosa,
ma un punto di riferimento
per i cittadini del quartiere,
dove non esiste nessun
luogo di ritrovo pubblico
né una piazza, né un marciapiede.
Non esiste un
centro sociale per anziani
né una ludoteca per i bambini
che vi risiedono, e
l'auspicata apertura dei
plessi scolastici periferici,
in orari extra curriculari,
stenta a divenire una realtà,
benché annoverata tra i
punti cardine del programma
del sindaco Andrea
Campoli. I quartieri periferici,
quindi, finita l'esigua
socializzazione della
programmazione estiva,
ripiombano nell’abbandono.
Unico faro, la parrocchia
che, grazie alla felice intuizione
di don Angelo, è
vissuta come un luogo di
raccoglimento, ma anche
come uno spazio pubblico
destinato a supportare le
attività della comunità locale.
Un'occasione di riscatto
anche per un quartiere
che con enorme fatica
è riuscito ad ottenere opere
di riqualificazione, ma che
stenta a far emergere la
propria identità.
E.f. (20/09/2008)
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