Ancora polemiche per il
ridimensionamento dell’ospedale
«San Carlo» di Sezze.
Oltre alle tante lamentele
per il declassamento del
pronto soccorso in punto di
primo intervento e il mancato
reintegro di personale infermieristico,
non più a disposizione
per raggiunti limiti di
età e per decessi, ora esplode
la rabbia degli utenti del reparto
di Cardiologia. La divisione
presente nel presidio
ospedaliero setino, così come
voluto anche dall’atto aziendale,
avrebbe dovuto avere a
disposizione due medici cardiologi
in grado di rispondere
alle attese delle utenze. Uno
dei due medici, invece, è stato
trasferito presso il «Goretti»
di Latina, lasciando un solo
medico a disposizione dei pazienti
con l’invio saltuario di
un secondo medico in alcuni
giorni della settimana. Questo
ha fatto sì che si allungasse
la lista di attesa dei pazienti
presso il «San Carlo» di Sezze,
ma di riflesso ha anche
ampliato il numero di utenti
che si rivolgono all’ospedale
del capoluogo pontino. In sostanza
il trasferimento di un
medico presso il «Goretti» ha
amplificato le problematiche
dell’utenza non solo del «San
Carlo» ma del «Goretti» stesso.
Una conseguenza, questa,
che stride pesantemente con
le intenzioni dell’azienda sanitaria
che ha scelto il «San
Carlo» di Sezze come il presidio
del «Goretti» per quanto
riguarda il reparto di CardioANCORA polemiche per il
ridimensionamento dell’ospedale
«San Carlo» di Sezze.
Oltre alle tante lamentele
per il declassamento del
pronto soccorso in punto di
primo intervento e il mancato
reintegro di personale infermieristico,
non più a disposizione
per raggiunti limiti di
età e per decessi, ora esplode
la rabbia degli utenti del reparto
di Cardiologia. La divisione
presente nel presidio
ospedaliero setino, così come
voluto anche dall’atto aziendale,
avrebbe dovuto avere a
disposizione due medici cardiologi
in grado di rispondere
alle attese delle utenze. Uno
dei due medici, invece, è stato
trasferito presso il «Goretti»
di Latina, lasciando un solo
medico a disposizione dei pazienti
con l’invio saltuario di
un secondo medico in alcuni
giorni della settimana. Questo
ha fatto sì che si allungasse
la lista di attesa dei pazienti
presso il «San Carlo» di Sezze,
ma di riflesso ha anche
ampliato il numero di utenti
che si rivolgono all’ospedale
del capoluogo pontino. In sostanza
il trasferimento di un
medico presso il «Goretti» ha
amplificato le problematiche
dell’utenza non solo del «San
Carlo» ma del «Goretti» stesso.
Una conseguenza, questa,
che stride pesantemente con
le intenzioni dell’azienda sanitaria
che ha scelto il «San
Carlo» di Sezze come il presidio
del «Goretti» per quanto
riguarda il reparto di Cardiologia.
E’ questo l’ennesimo
esempio del declassamento
del nosocomio lepino che nel
corso degli ultimi anni ha
visto la chiusura di importanti
servizi e divisioni come:
Ostetricia e Ginecologia,
Chirurgia con il conseguente
declassamento del pronto
soccorso in punto di primo
intervento perché
non più
presente la figura
dell’anestesist
a-rianimatore
nell’ospedale,
Radiologia,
Laboratorio
analisi e tanto
altro ancora.
Oggi l’utenza
del comprensorio
dei Lepini
può rivolgersi
al «San
Carlo» soltanto
per Medicina
generale e
geriatria oltre
ai vari servizi
am bul ator ial i.
Andrea Campoli,
neo sindaco
eletto,
più volte in campagna elettorale,
ha sottolineato la necessità
di rilanciare il «San Carlo
» mettendo in risalto le potenzialità
della struttura dove
insiste un’ala completamente
ristrutturata e mai entrata in
funzione. Sicuramente ora da
primo cittadino potrà perorare
questa causa presso l’Asl e
la Regione.
Giovanni Rieti (08/06/2007)
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