Non trovano pace gli utenti dell’ufficio postale di Sezze Scalo. A distanza di cinque mesi dalla chiusura dei locali di via Bari, avvenuta dopo il colpo portato a segno con acetilene e ossigeno che ha completamente devastato tutto l’immobile, i disservizi si moltiplicano a discapito dei residenti dello Scalo. Infatti, se per ritirare una raccomandata si deve salire a Sezze, negli uffici ubicati nel centro storico, e per riscuotere la pensione ci si deve recare a Borgo Faiti per mezzo di una navetta messa a disposizione solo due volte a settimana, per compiere altre operazioni è pressoché impossibile. Un esempio? Se un cliente volesse chiudere il proprio conto corrente non può farlo perché tutti i documenti e le pratiche necessarie giacciono negli archivi del prefabbricato chiuso dal febbraio scorso per la presenza di particelle di amianto nei locali. La grande deflagrazione, infatti, provocò la caduta dei controsoffitti entro i quali vi era dell’amianto che si è disperso nei locali, oggi sigillati e considerati altamente pericolosi. Ritornando alle operazioni postali che non possono essere effettuate, sembra una sciocchezza ma si è innescato un vero e proprio circolo vizioso dato che, oltre a non poter chiudere il conto corrente postale quando lo si desidera, ci sono le spese di interessi vari che iniziano a decorrere andando ad incidere sulle somme depositate in conto. Per cui non solo non è possibile effettuare una chiusura di conto corrente, ma si debbono continuare a pagare pure le spese ad esso collegate. Diversi residenti dello Scalo sono già incappati in questo tipo di impedimento e nella difficoltà dei responsabili degli Uffici a risolvere tale problematica. Oltre a ciò, della riapertura dei locali, a quanto pare, non se ne parla più. Nello spazio adiacente i locali danneggiati dall’esplosione è stato posizionato un container che dovrebbe essere adibito ad ufficio provvisorio ma tarda ad arrivare un trasloco dei servizi. Tanto c’è l’Ufficio di Borgo Faiti e quello di Sezze centro. A limite c’è quello ai Colli di Suso.
Alessandro Mattei (14/08/2009)
|