«Le politiche pubbliche ed i relativi interventi sul turismo, le cui competenze prioritarie afferiscono all’Assessorato Regionale ricoperto dall’onorevole Zappalà, oggettivamente non sembrano idonee alla situazione dei tempi molto difficili, figli della crisi economica, dando una spiacevole sensazione di solitudine agli amministratori pubblici competenti e soprattutto agli operatori privati che sono i terminali ultimi di non scelte e di ritardi accumulati negli ultimi 30 anni. Infatti, gli investimenti in infrastrutture, sono scarsi e l’assenza di un aeroporto commerciale nella nostra provincia ci danneggia in modo grave, relativamente al flusso di redditi che potrebbero arrivare sul nostro territorio, ma che continuano invece ad arricchire Roma ed i suoi operatori economici».
L’affondo, nel bel mezzo di iniziative e convegni in territorio pontino con l’auspicio di risollevare l’economia locale, è di Marcello Ciocca, ex assessore al Turismo del Comune di Sezze, attuale presidente della Commissione Tematiche Sociali, Cultura e Sport. Per il consigliere comunale, infatti, più che di attacco si parla di difesa delle percentuali che restano risicate e che, al contrario, con una politica diverse potrebbero essere raddoppiate o triplicate «se la gestione delle politiche regionali turistiche pubbliche fosse fatta in maniera più coraggiosa e moderna».
Ciocca, nel riconoscere sensibilità da parte della consigliere regionale Gina Cetrone per eventi come la Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo di Sezze, passa a criticare direttamente l’operato dell’assessore Zappalà. «Per ciò che riguarda i siti e gli eventi dei comuni collinari - afferma -la bilancia segna rosso, sia in termini numerici che prospettici. L’Assessore Zappalà, oggettivamente – aggiunge Ciocca - non ha invertito la tendenza e lo strapotere dei politici di Roma per cui ci troviamo di nuovo a doverci accontentare delle briciole, che piovono qua e la, in un deserto di ritardi infrastrutturali e di mancata promozione territoriale a livello europeo. Almeno si avesse la decenza di non celebrare questi insuccessi e di non rappresentare una realtà inesistente. Dal parlamento europeo, avrebbe potuto fare molto per il territorio provinciale ma i ritardi attuali dimostrano invece, come anche allora, sia stato poco incisivo, in termini di investimenti e sviluppo per il territorio, per i suoi operatori economici ed i suoi cittadini».
A.m. (31/01/2012)
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