E' UN deciso no, quello
che l'amministrazione comunale
di Sezze lancia
contro la realizzazione
della centrale turbogas di
Pontinia i cui espropri
stanno per coinvolgere il
territorio setino. La dichiarazione
giunge dall'assessore
ai Lavori pubblici,
Pietro Bernabei: «Il
nostro non è un no aprioristico,
ma il territorio, per
la sua vocazione agroindustriale
non può sopportare
una servitù simile.
Le ricadute dirette ed indirette
di questa infrastruttura
sono di due categorie,
quelle deterimante
dagli impianti di adduzione
di energia elettrica per
l 'a p pr ovv i g io n am e nt o
energetico della turbogas,
e le infrastrutture che dovranno
successivamente
convogliare l'energia prodotta
dalla turbogas. Il
rischio - continua Bernabei
- sta nell'inquinamento
da nanopolveri e nelle
variazioni microclimatiche
che determinerebbero
una vera e propria catastrofe,
se ciò avvenisse,
per l'economia agricola
del territorio pontino».
Ma siamo già in procedura
di esproprio, come pensate
di dare uno stop?
«Confidiamo nell'impegno
che tutte le forze politiche
territoriali, da Di
Resta a Moscardelli, nel
centrosinistra e nel centrodestra,
da Forte al consigliere
Cirilli hanno
espresso con il loro dissenso,
verso questa decisione.
La nostra regione
non ha bisogno di altre
strutture tecnologiche per
l'approvvigionamento di
energia elettrica. Riusciamo
a soddisfare il nostro
fabbisogno ed a vendere
la nostra energia. Sono
per il federalismo energetico,
ma occorre spiegare
alle regioni deficitarie che
sarà loro compito realizzare
le opere che le predispongano
all'autonomia».
Pontinia ha già predisposto
l'avviso pubblico cui i
cittadini dovranno rispondere
entro 30 giorni per
presentare osservazioni
che dovranno essere recapitate
successivamente o
direttamente al Ministero
dello Sviluppo economico
- dipartimento per la
competività - direzione
generale per l’energia e le
risorse minerarie.
Sezze cosa fa? «Ci stiamo
attrezzando. In queste
ore si sta costituendo un
comitato intercomunale
proprio con il Comune di
Pontinia, con esperti di
reti tecnologiche, medici,
geologi e quanto altro, al
fine di predisporre un organismo
collettivo che lavori
a difesa e a tutela dei
cittadini di questo territorio
».
Elisa Fiore (28/08/2008)
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