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Turbogas a rischio agrigultura e turismo
Sagra del carciofo, potrebbe essere l'ultima edizione

| (Un impianto turbogas)
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A distanza di 20 giorni
dalla processione del Venerdì
Santo, Sezze si appresta
a presentarsi nuovamente
ai turisti in occasione della
38° edizione
della Sagra del
Carciofo.
Sull ’ evento
si addensa una
sorta di nube
che potrebbe
oscurarne, se
non il presente,
l’immediato
futuro. A lanciare l’allarme
è il candidato sindaco di
Identità Setina: «A nostro
modo di vedere - commenta
Lidano Lucidi - oltre alle
consuete polemiche sulla sagra
2007 aleggia una nube
alquanto preoccupante. Forse
qualcuno non ci ha pensato,
ma lo spettro della centrale
turbogas di
Mazzocchio
rischia di offuscare
quello
che rappresenta
uno degli
eventi più rilevanti
di Sezze.
Il progetto di
re al iz zaz io ne
di una centrale turbogas a
Pontinia, in località Mazzocchio,
e quindi proprio al confine
con Sezze, dovesse andare
in porto, ci sarebbe di
che preoccuparsi».
Il movimento politico setino
ha assunto fin da subito
una posizione chiara contro
questa opportunità, intraprendendo
anche un cammino
congiunto con il comitato
«No turbogas» di Pontinia.
Ma oggi avanza una nuova
considerazione sulla vicenda:
«Studi alla mano abbiamo
già parlato dell’impatto
ambientale che una tale installazione
potrà comportare,
e allo stesso modo dei
rischi per la salute associati.
Stavolta - continua il candidato
sindaco di Identità Setina
- a spaventarci è il riflesso
che un impianto del genere
può avere sul settore agricolo
e turistico del nostro paese.
Da più parti si dice che il
rilancio di Sezze passa attraverso
l’agricoltura e il turismo.
Bene - afferma sarcasticamente
Lidano Lucidi - se
la centrale dovesse essere
realizzata avremo un nuovo
carciofo per cui chiedere il
marchio Doi (di origine inquinata),
e un bel parco dei
Monti Lepini in cui i turisti
possano respirare un’area salubre
piena di polveri sottili.
Qualora la centrale diventasse
realtà sarebbe difficile salvaguardare
l’immagine di
bontà e di genuinità legata ai
prodotti che ci offre la terra.
In un mercato globale, in cui
non possiamo competere
certo sulla quantità, perdere
anche la prerogativa di qualità
risulterebbe letale. Dalle
polveri sottili emesse dalla
centrale di Mazzocchio attraverso
le nubi che verranno
fuori dalle ciminiere, agli
snodi di gasdotto ed elettrodotto
che avranno luogo proprio
a Sezze, non penso che
la qualità dei prodotti potrà
continuare ad essere un nostro
fiore all’occhiello. Purtroppo
- conclude Lucidi -
ciò che constatiamo è che
nonostante i pochi pro e i
tanti contro l’iter di realizzazione
procede a vale spiegate
».
Giovanni Rieti (21/04/2007)
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