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Troppo cemento, mancano i servizi
Sezze Scalo, le proteste dei residenti

| (Sezze Scalo)
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AG O S TO di fuoco per l'urbanistica
dello Scalo, acceso dalle
proteste dei residenti delle
vie Ascoli e Ancona, che hanno
indotto il nostro giornale ad
effettuare una mini-inchiesta
sull'urbanistica. Dall'adozione
del primo piano regolatore ad
oggi.
Guasti urbanistici con un precedente
storico che dovrebbe
indurre l'intera classe politica
ad una riflessione attenta su
come la proliferazione delle
sole cubature private, realizzate
a discapito degli obblighi
connessi ai servizi pubblici,
abbia in primis azzerato i cosiddetti
minimi garantiti dalla
legge: acqua e fogne, veri e
propri incubi per i cittadini di
Sezze.
Già con il primo condono
edilizio, nel 1985, saltava il
dimensionamento prescritto
dal Prg con cui si garantiva il
sano equilibrio tra le cubature
private ed i servizi pubblici.
Il dimensionamento del Prg è
il limite oltre il quale è vietato
andare, un po' come i limiti di
velocità per le automobili. A
Sezze Scalo in termini urbanistici
si corre almeno tre volte
oltre il limite imposto dalla
legge. E perché il Prg sarebbe
abbondantemente saltato?
Perché il dimensionamento e
la trasformazione della zona di
completamento, attuabile con
semplici concessioni edilizie,
trasformate in zona di ridimensionamento,
sarebbero
suscettibili al solo piano di
lottizzazione quando particolari
ragioni di ristrutturazione
urbanistica lo prevedono, art. 7
del Prg. I perimetri del Piano
avrebbero dovuto essere preventivamente
approvati dal
Consiglio comunale, unico organo
competente in materia di
pianificazione urbanistica. Ma
questo non è avvenuto. Nella
zona omogenea B3, ad esempio,
il completamento e ridimensionamento
edilizio previsto
dal Prg prevede uno
sfruttamento edilizio privato al
massimo pari ad 1 mc/mq (indice
di fabbricabilità fondiaria
- art. 32 prg) mentre in realtà si
superano addirittura i 3
mc/mq.
Lo sfruttamento edificatorio
privato ha generato lo squilibrio,
tra volumetrie private e
servizi pubblici, ed il dimensionamento
prescritto resta solo
sulla carta. Le emergenze
concentrate nei cinque macrolotti
delle zone omogenee B3,
C2 contigua alla strada privata
via Ascoli e la cosiddetta zona
ad edilizia pubblica Peep.
Con la formazione del piano
di lottizzazione il Comune di
Sezze avrebbe potuto realizzare
parti di città dotate di tutti i
servizi impegnando modeste
risorse finanziarie a tutto vantaggio
del bilancio comunale.
Oggi i privati devono assumersene
i maggiori oneri dovuti
alla realizzazione delle opere
di urbanizzazione primaria,
acqua e fogne in primis. Se ne
deduce che tutte le concessioni
edilizie rilasciate in deroga alle
prescrizioni sono da ritenersi
quanto meno dubbie per non
essere supportate da idonea
ricognizione della zona omogenea
urbanistica (Zto) di riferimento.
Del resto anche gli
uffici tecnici avrebbero dichiarato
ai consiglieri comunali di
non conoscere nemmeno dove
passa il tubo dell'acqua o della
fogna.
Elisa Fiore (31/08/2008)
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