Sabato scorso è stato inaugurato a Sezze “LUDUS”, il Museo Etnografico del Giocattolo, sito in via Umberto. L’antico cortile dei Rappini ha ospitato la cerimonia inaugurale, alla quale hanno preso parte il sindaco Andrea Campoli, il subcommissario Domenico Talani, l’ingegner Mauro Vona, Daniela Contino, responsabile regionale del settore cultura nonché coordinatrice dei sistemi museali del Lazio e il progettista dell’allestimento del museo, il professor Vincenzo Padiglione. Mancava, perché non invitata, Danina Spirito, moglie del compianto Rosolino Trabona, studioso del gioco, del mondo dell’infaniza e fondatore di ludoteche a Sezze e in tutta Italia. In una lettera aperta al sindaco Campoli, che pubblichiamo integralmente, la Spirito si è sentita in dovere di maniferstare il suo profondo dispiacere per quanto accaduto, un atto grave al quale si può e si deve rimediare al più presto. «Caro Sindaco, sono Danina Spirito, moglie di Rosolino Trabona. Ti scrivo per complimentarmi con te perché la tua prima uscita pubblica e ufficiale da primo cittadino ha coinciso con l’inaugurazione del Museo del giocattolo di Sezze. Hai dimostrato così attenzione e rispetto per i più piccoli, per i bambini della nostra città ma, dai fatti, hai dimenticato che l’ideatore e l’inventore del Museo del giocattolo è stato mio marito Rosalino, come tutti amavano chiamarlo. Tu, forse, non lo hai conosciuto perché sei molto giovane ma molti sezzesi lo hanno conosciuto e lo hanno amato. Rosalino s’è inventata la Ludoteca, il “sasso di capodanno”, le Befane e le altre iniziative culturali e ricreative che hanno dato lustro e prestigio alla nostra città. Lui, che non era sezzese, era entrato nel cuore di tutti i sezzesi per la sua generosità, bontà, cultura e passione civile. Ebbene, a quanto pare, non ti sei ricordato di lui o forse, nessuno dei tuoi collaboratori, lo ha fatto. Una grave lacuna e una grave offesa alla città. Sono molto amareggiata per quanto accaduto, ho pianto molto perché la storia ci insegna che non c’è futuro senza memoria storica, e senza ricordo non si costruisce nulla. All’inaugurazione non sono stata invitata, e questo mi ha fatto molto male. Sono convinta che da parte tua non ci sia stata intenzionalità, lo credo fortemente, ma sono dimenticanze che fanno soffrire molto. Mi è stato riferito che durante la cerimonia Rosalino è stato ricordato ma io volevo essere lì con voi, e per lui. C’è comunque tempo e modo per rimediare. Rosalino ha diritto al ricordo e alla riconoscenza da parte di una città per la quale ha dato la sua vita e la sua intelligenza. Devi sapere che a lui si devono le tante ludoteche sparse per l’Italia; a Roma, la Capitale, nel Parco del Gianicolo un albero lo ricorda mentre a Sezze nemmeno un omaggio, un fiore, nulla di tutto ciò. Caro Sindaco ti chiedo scusa se ho abusato della tua pazienza e del tuo tempo. Ma questa lettera era un atto dovuto da parte mia e di tutta la città di Sezze. Ti ringrazio.».
Alessandro Mattei (15/06/2007)
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