Tornerà in a funzionare
questa mattina l'autovelox
posto al km 43.100 della Sr
156 dei Monti Lepini in direzione
Latina - Sezze. Venerdì
scorso l'apparecchio è stato
oggetto di accanimento da
parte di qualcuno che lo ha
colpito violentemente con un
oggetto contundente fino a
metterlo fuori uso. Un'azione
non nuova compiuta ai danni
delle tanto discusse macchinette.
Nell'agosto scorso un
gesto simile, fatto con della
vernice nera, mise temporaneamente
fuori servizio l'altro
autovelox, quello nella
direzione opposta. Un gesto
che non servì a nulla come a
nulla è servito quello compiuto
venerdì scorso che però
sottolinea il livore nei confronti
delle macchinette
«spremi tasche» e dell'amministrazione
comunale di Sezze.
Gli autovelox sono stati installati
su quel tratto di Sr 156
nel maggio scorso: da allora
non si è riscontrato alcun
incidente ma le automobili
multate, fin dai primi mesi,
hanno raggiunto cifre altissime
a dimostrazione che sul
quel tratto di strada la velocità
era non proprio sotto controllo.
Occorre inoltre ricordare
che qualche anno prima
sempre su quel tratto di strada,
in poco meno di quattro
anni, sei persone hanno perso
la vita a seguito di incidenti
stradali causati, nella maggior
parte dei casi dall'alta
velocità.
Dunque non sono solo macchinette
«spremi tasche» come
qualcuno, lanciando proclami,
vuole dare ad intendere.
Gli autovelox, pur
essendo impopolari, sono un
necessario mezzo per far rispettare,
almeno in quel tratto
il codice della strada. Ma,
visto gli innumerevoli ricorsi
alle contravvenzioni elevate
e gli atti vandalici compiuti,
gran parte dei cittadini evidentemente
non è di questo
parere: così i naturali beneficiari
- i cittadini non le casse
comunali, è sempre una questione
di punti di vista - degli
autovelox sono i primi a protestare.
Così il gesto più tangibile
messo in atto dall'amministrazione
Campoli per la sicurezza
delle strade, invece
di essere apprezzato sta divenendo
un pericoloso boomerang.
Ma, in fin dei conti, è
sempre la solita abusata questione:
le regole sono fatte
per essere rispettate. Sì, ma
dagli altri.
A.d.n. (24/02/2010)
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