Quando a bacchettare la maggioranza è un consigliere comunale del calibro e dell’esperienza di Titta Giorgi, vuol dire che si sta commettendo qualche distrazione di troppo. Il consigliere anziano del Pd se la prende con i funzionari dell’Ufficio Tecnico del Comune di Sezze, a quanto pare intenzionati a prolungare le ferie se anche le piccole questioni non vengono affrontate. Figuriamoci poi se questioni importanti vengono sottovalutate e considerate minori. Potrebbe essere questo il caso che ha spinto Titta Giorgi a denunciare, nell’ultimo consiglio comunale del 26 agosto scorso, il totale abbandono di preziosi beni comunali. Tele pregiatissime, dipinti famosi, consolle dell’Ottocento e altro arredo appartenente ad antiche famiglie setine giacciono sepolte dalla polvere in un ripostiglio dei locali dell’Antiquarium comunale. Lo sfogo del consigliere Giorgi c’è tutto se si considera che le “vecchie” amministrazioni comunali di sinistra lavorarono sodo per recuperare, valorizzare e a volte ritrovare vecchi tesori che la comunità setina di una volta custodiva e che il Comune era riuscito a non farle disperdere e scomparire. Titta Giorgi, dopo aver detto verbalmente ai responsabili dell’Ufficio Tecnico di considerare e di prendersi cura dei beni comunali, ha deciso di esporre l’«inerzia» dei funzionari comunali in consiglio comunale. In fondo – ha ribadito Giorgi – occorrerebbe solo un po’ di buona volontà e una giornata di lavoro. «Il Comune è ricco di tele e dipinti prestigiosi, di mobili d’epoca e altri suppellettili di valore che sono stati abbandonati in un ripostiglio. Ci sono altri Comuni che mettono in mostra tutti i loro beni mentre noi per pigrizia li lasciamo marcire senza considerare il valore che hanno. Chiedo agli Uffici comunali di interessarsi di questi beni e di esporli, un efficiente Ufficio si vede soprattutto dalle piccole cose». Si tratta, in primis, dell’opera di Orazio Borgianni (datata 1608) noto e apprezzato caravaggesco, di tele del Turchi e di altri dipinti raffiguranti San Francesco e la Madonna, Santa Barbara e Santa Eurosia di autore anonimo, collocate nella chiesa del cimitero e conservate in pessimo stato. Le tele vennero restaurate e trasportate nell’Antiquarium comunale. Oltre a ciò Giorgi si riferisce alla Consolle appartenente alla famiglia “Rappini” che erano state disposte nei locali del Palazzo municipale e sono in fase di restauro da più di un anno. Non si capisce però che fine abbiano fatto. Titta Giorgi si chiede dove sono e quando sarà terminato il restauro. Infine c’è il problema delle poltroncine di Palazzo Pitti che, dopo il crollo del tetto vanno messe in magazzino e custodite con cura perché in ottime condizioni. «Spero che dopo aver portato a conoscenza dei consiglieri comunale e della Giunta questo stato di cose – conclude Giorgi – la questione venga risolta con tempestività, anche perché non si sono spese e si tratta solo di custodire e valorizzare i beni in nostro possesso». Giorgi, insomma, fa capire che non serve pensare in grande quando non si tengono nemmeno in considerazione le piccole cose.
Alessandro Mattei (29/08/2009)
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