La banda dell’acetilene ci riprova, ma stavolta l’obiettivo non è stato l’ufficio postale ma la filiale della Banca Popolare del Lazio a Sezze Scalo. I fatti sono avvenuti nella notte tra giovedì e venerdì scorso, intorno alle ore 3,00 del mattino quando l’allarme dell’istituto di credito di via Veneto è scattato. Ad arrivare primi sul posto due volanti della Securitas Metronotte di Latina. Gli agenti della Sorveglianza notturna, giunti sul posto, si sono subito resi conto di quanto era accaduto. L’intero del locale, infatti, era già avvolto dal fumo e dalle fiamme ma, stranamente, non presentava segni di scasso dall’unico ingresso della filiale. Dopo aver tempestivamente chiamato i vigili del fuoco il personale della società di vigilanza ha ispezionato tutto il perimetro della struttura che ospita la Banca e nella zona del parcheggio, situata dietro lo stabile, ecco la sorpresa: un buco nella parete con degli evidenti segni di incendio. La banda dei malviventi, infatti, grazie all’ausilio di diversi arnesi da lavoro edile, ha eseguito un buco sul muro posteriore dell’edificio in corrispondenza del punto esatto dove si trovava la cassaforte all’interno. Dopo aver praticato la fessura con una fiamma ad acetilene hanno cercato di fondere la parete della cassaforte appoggiata al muro, non riuscendoci. Da una prima ricostruzione, svolta dai Carabinieri di Sezze, è emerso che proprio la fiamma ossidrica dilatandosi al contatto con il metallo della cassaforte ha prodotto la miccia e acceso dei faldoni appoggiati sopra la stessa, sprigionando un incendio di vaste proporzioni che in pochi minuti ha distrutto l’interno del locale. Per queste cause il tentativo di furto con scasso non è andato a buon fine e la banda, alle prime sirene, è dovuta fuggire passando per un terreno adiacente il parcheggio. I Carabinieri di Sezze, nel luogo dove è stato praticata la fessura, hanno ritrovato una bombola di acetilene, un martello ed altro materiale utilizzato nella notte. La parete dove è stato praticato il foro non era posta sotto sorveglianza. Le indagini sono partite e si batte ogni pista, non si esclude nemmeno che si possa trattare della stessa banda che meno di un anno fa distrusse l’ufficio postale di via Bari utilizzando sempre acetilene. Per tutta la giornata di ieri una squadra di operai ha ripulito l’interno della struttura che pare abbia avuto un danno di 50 mila euro. Tutto l’arredo è andato in fumo, così come computer, stampanti, tende e lo stesso controsoffitto.
Alessandro Mattei (27/02/2010)
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