L’assessore alla cultura
del Comune di Sezze, Remo
Grenga, invita la cittadinanza a
prendere parte a «un’iniziativa
di alto valore morale».
Così l’esponente della giunta
Campoli ha definito lo spettacolo
teatrale «Sogno di una
notte di mezza sbornia», commedia
in tre atti di Edoardo De
Filippo, che verrà rappresentata
domani alle 17.30 presso
l’auditorium Mario Costa. L’evento,
il cui ricavato sarà devoluto
in beneficenza, è stato organizzato
dall’associazione
culturale «Vela onlus» ed è
patrocinato dal comune di Sezze:
«La giunta - ha affermato
l’assessore - ha accolto favorevolmente
la richiesta di patrocinio
avanzata dal presidente
dell’associazione, Luciano Di
Pastina, visto il nobile fine per
cui è stata promossa la serata.
Per questo motivo abbiamo
deciso di concedere l’uso gratuito
della struttura». La rappresentazione
teatrale rientra
tra le varie manifestazioni che
l’associazione proporrà per
raccogliere fondi necessari alla
costruzione di pozzi d’acqua
e di una scuola agricola in
Mozambico. Oltre a ciò l’associazione,
nata con l’obiettivo
di operare nel settore della beneficenza
mirata soprattutto ai
paesi del terzo mondo, si propone
il perseguimento di altri
progetti di grande valenza sociale
come: la promozione e lo
sviluppo di attività economiche
basate su tradizioni artigianali
e artistiche e sull’utilizzo
delle risorse naturali; apportare
dei benefici e servizi a
persone svantaggiate per cause
fisiche, psichiche ed economico-
familiari; creare un circolo
ricreativo per i giovani:
«L’amministrazione comunale
- ha concluso l’assessore alla
Cultura - sostiene e valorizza,
così come stabilito dall’articolo
34 dello statuto comunale, le
libere forme associative, riconoscendo
in esse degli strumenti
validi alla crescita e allo
sviluppo civile e morale della
comunità locale».
Protagonista della commedia
«Sogno di una notte di mezza
sbornia» è Gennaro, un povero
commerciante di vini a cui
piace ogni tanto alzare il gomito,
facendo così spesso sogni
strani e agitati. Nel corso di
una notte l’uomo sogna il poeta
Dante Alighieri che gli rivela
quattro numeri da giocare al
Lotto, rivelandogli il giorno e
l’ora della sua morte che avverrà
esattamente otto mesi
dopo aver vinto.
Giovanni Rieti (01/12/2007)
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