Stop alla prostituzione. Il controllo del traffico veicolare da parte della polizia locale e delle forze di polizia ha evidenziato, in territorio comunale, una significativa tendenza all’aumento di pericolosità, soprattutto in orario notturno, nelle zone in cui viene esercitata la prostituzione. La tendenza è quella di determinare una degenerazione delle condizioni di sicurezza stradale, perché spesso si creano situazioni di intralcio alla circolazione stradale attraverso comportamenti gravemente imprudenti da parte di soggetti che, alla guida dei propri veicoli, si avvicinano alle prostitute per richiedere informazioni o per contrattare prestazioni sessuali. Oltre a ciò, in numerose zone di Sezze Salo, sulla vecchia SR 156 dei Monti Lepini e sulle Migliara, soprattutto nei pressi di Ponte Ferraioli, nonché in aree private, a causa dell’esercizio della prostituzione, vengono quotidianamente rinvenuti numerosi preservativi usati che possono causare pericolo all’igiene pubblica. Per queste ed altre ragioni, il sindaco di Sezze Andrea Campoli, in qualità soprattutto di Autorità Sanitaria locale, nei giorni scorsi (il 4 settembre, ndr) ha emesso una ordinanza di divieto nel territorio comunale di prostituzione. «In tutto il territorio del Comune di Sezze - leggiamo nell’ordinanza – si ordina il divieto a chiunque di esercitare la domanda di prestazioni sessuali a pagamento, condotta anche a bordo di veicoli in circolazione, sulla pubblica strada e in tutte le sue adiacenze che siano soggette a pubblico passaggio e che siano facilmente accessibili dalla pubblica via, onde impedire turbativa alla circolazione stradale mediante fermata o arresto anche temporaneo del veicolo ed onde impedire il verificarsi di situazioni igienico - sanitarie pericolose per la salute pubblica, stante i rifiuti ed i residui organici che quotidianamente vengono reperiti nei luoghi abitualmente frequentati da persone praticanti la prostituzione». Nella stessa ordinanza il primo cittadino motiva il divieto con queste parole: «Detto divieto è motivato, oltre che dalla tutela del decoro e della decenza, anche per evitare distrazioni dall’attenzione alla guida di chi circola a bordo di veicolo con conseguente grave pericolo per la circolazione. Ad ulteriore motivazione di detto divieto va rilevato che l’abbigliamento indecoroso ed indecente delle persone dedite alla prostituzione sollecita ed induce la domanda di prestazioni sessuali a pagamento ed è quindi da ritenersi concausa ed occasione di comportamenti che interferiscono, per i motivi ampiamente predetti, con l’esigenza di tutela della salute e della incolumità pubblica». Le violazioni alle disposizioni del’ordinanza sono soggette a sanzione amministrativa, per un importo che varia da 25,00 a 500,00 euro. Gli appartenenti al Corpo di Polizia Municipale e a tutti i corpi di Polizia sono tenuti a fare rispettare la presente ordinanza.
Alessandro Mattei (11/09/2010)
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