PER l’Italia dei Valori di Sezze non c’è
bisogno di scomodare Jean de La Fontaine
per fare una piccola riflessione sul
«vestiario» che popola il risveglio mattutino
dei setini, alla luce delle dissertazioni
quotidiane che rendono sempre più
complicata la scissione tra chi amministra
e chi annuncia le
novità che sconvolgeranno
la quiete paesana,
avvolto nel «mistero»
degli affari generali
«laddove fu piantato,
all’indomani delle elezioni,
assieme all’assessore
alle deleghe residuali,
quelle scartate
dagli altri. Così - commenta
il commissario
del partito - accade che
si svegli uno dei componenti del vestiario
che in qualità dell’assessore al ramo
proponga l’erogazione dei contributi
economici alle piccole imprese locali,
senza dare corso fattivo alle proprie
esternazioni mattutine. Non applicando
la prassi amministrativa; evitando di descrivere
l’iter attuativo di quella ipotetica
proposta e delle tematiche legislative ad
essa connesse».
Per Elisa Fiore si tratta di fumo che si
leva dalle stanze del potere per «offuscare
la visione del cittadino, ancora una
volta estraneo agli affari e alle conventicole
che lì dentro prosperano
e si autopromuovono.
Il giorno dopo,
come se ci fosse
ormai un calendario
fisso per le esternazioni
della giunta Campoli,
si intrattiene il cittadino
con fantasie estrapolate
in parte dal
programma di governo,
in parte dal cappello
a cilindro del funambolo
di turno. Qui la segnaletica stradale,
dove i dossi del cortile urbano dei consiglieri
del campanile rappresentano improvvisa
e improrogabile priorità in barba
al piano urbano del traffico, ancora
depositato nei polverosi cassetti dell’Ufficio
tecnico comunale. Dall’altro lato
del campanile l’orologio della piazza,
che per qualcuno sembra essere fermo ad
un tempo antico. Quello delle favole
sciocche. Mentre il censimento delle aree
incendiate attende tempi migliori; i Verdi,
adesso, hanno altro a cui pensare. E
poi il sindaco si è insediato l’altro ieri, lo
dice anche l’orologio della piazza, ancora
fermo alle 9.45 di un giorno perso nel
tempo siderale».
L’Italia dei valori afferma di non poter
accettare che queste esternazioni vengano
fatte per temporeggiare, illudendo i
cittadini, mentre la giunta Campoli «ferma
al palo delle nomine dirigenziali e
delle spartizioni annuncia di essere ansiosa
di mettersi al lavoro come se un
impedimento supremo, da 90 giorni ad
oggi, glielo avesse vietato. Quel che è più
stucchevole e ipocrita - conclude Elisa
Fiore - è la semplicità con cui si maneggiano
alcuni argomenti: dalle fogne ai
contributi pubblici, passando per gli orologi
del paese, che qualcuno avrebbe
potuto riparare, magari pure a titolo gratuito,
senza farsi troppa pubblicità.
Giovanni Rieti (28/08/2007)
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