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Storie di battibecchi e rappacificazioni
Ecco come è cambiato il consiglio comunale di Sezze

| (il Comune)
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A distanza di diciotto mesi dall’insediamento dell’attuale assise cittadina (era il giugno del 2007) è possibile definire un quadro di cambiamenti politici che hanno caratterizzato le attività dei partiti e delle alleanza rispetto allo scenario che si presentò dinanzi agli elettori nel giorno delle elezioni. Detto altrimenti la storia dei battibecchi, delle scissioni, delle bufere e delle rappacificazioni di ogni politico ufficialmente e ufficiosamente impegnato. In un ordine sparso quasi tutti i consiglieri comunali di Sezze hanno dovuto fare i conti in casa, lavare i panni sporchi in piazza o sbattere la porta prima che gli altri gliela avrebbero fatta pagare. La cronistoria delle diatribe interne ha interessato sia il centrodestra che il centrosinistra. E proprio a causa dei mutamenti che ci sono stati nel corso del primo anno e mezzo di governo del sindaco Andrea Campoli, oggi, in molte occasioni sfugge la distinzione tra gli stessi e non si sa più chi appoggia o sostiene la maggioranza o l’opposizione consigliare. Se partiamo dal Partito Democratico, partito creatosi dalla fusione dell’ex margherita con l’ex Ds, non è difficile intuire che i due partiti (anche a Sezze) il più delle volte viaggiano su binari paralleli che non vanno mai a congiungersi. La vicenda della rotazione delle dirigenze comunali ne è stato un esempio, così come quella dei ventilati rimpasti di Giunta ancora non avvenuti ma da molti paventati. Sempre in seno al centro sinistra, in merito ai dissapori e ai contrasti interni, il partito che ha dettato la regola è stato l’Italia dei Valori che oggi si ritrova tre consiglieri in aula consigliare eletti nelle file del defunto Udeur mentre l’unico eletto si è messo da parte diventando indipendente. A proposito di indipendenti duri e puri, va dato atto che la lista Tutti per Sezze è rimasta slegata dai legami e fa bello e cattivo tempo a seconda dei casi. Altro caso di politica veramente incompressibile quella dettata dal Partito Socialista che, rappresentato da un consigliere comunale e un assessore, non risposte più alla linea dettata dalla segreteria. In zona centro destra poi se ne sono viste di tutti i colori. Dall’invenzione di un partito ex novo, all’ingresso di un gruppo consigliare in un altro che non era riuscito a superare il quorum sino alla nascita del costituendo Pdl dove agli amori iniziali sono seguiti rancori profondi che hanno danneggiato la visione di un partito che a livello nazionale ancora non viene ufficialmente battezzato. Al casino già descritto si sommano i tagli trasversali e i classici salti della quaglia che si ripresentano ogni volta, a ricordarci per chi avesse poca memoria che la politica è l’inviolabile terreno dove “tutto è possibile”.
Alessandro Mattei (07/02/2009)
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