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“Hanno dis-velato Circe\ Dallo stato di deiezione nel mondo[…] Ghiande e corniole\ getto la ninfa ai porci”. (…”Uscì la bella circe”…)
Il mito nelle sue mille interpretazioni è il liet-motive che anima la vita poetica –narrativa – lavorativa del personaggio d’oggi: Stella Laudadio Celentano.
Di lei ha scritto Luigi Zaccheo, presidente del Consorzio Biblioteche monti Lepini, : “Il mito per Stella non è un orpello, un abito elegante nel quale far muovere e vivere i suoi personaggi,ma il mito stesso è poesia”.
Omen nomen recitavano i latini ovvero nel nome il destino, e per davvero Stella Laudario ha la luminosità di una stella con occhi che guardano dritto negli occhi dell’interlocutore , uno sguardo franco in cui non c’è giudizio bensì accoglienza, a cui aggiunge simpatia, humour, disponibilità.
Alla richiesta di autodefinirsi con un aggettivo ha risposto stakanovista. E, la definizione del celebre scienziato russo le si attanaglia alla perfezione, infatti, la vita di Stella è all’insegna della volontà, della resistenza, ma anche dell’eterna adolescenza. Ella stessa ci ha confidato, d’essere “Consigliere pedagogico” e di collaborare con l’ateneo la “Sapienza” di Roma, e, di aver realizzato questo suo sogno iscrivendosi all’Università quando, nel normale iter scolastico s’iscrisse la sua prima figlia.
Autrice d’impegnativi saggi tra cui ricordiamo “Mass media e Comunicazione interculturale” in cui si è in modo particolare soffermata su “Ruolo della TV e integrazione infantile”.
Orgogliosamente cattolica e, da quest’irrinunciabile ottica ha analizzato con equilibrio, competenza il ruolo della donna pubblicando: “La donna nella società civile e religiosa”.
Stella Laudadio Celentano, si sente parte integrata e attiva della nostra città (è stata insegnante per molti anni, poi ha abbracciato la professione di psicopedagogista. D’altronde lei è davvero un bell’esempio dell’humus che è alla base della formazione della nostra identità. Nata nella regione del Vate: gli Abbruzzi, ma vissuta fin dalla primissima infanzia in Sardegna di quella terra ha assorbito l’instancabile amore per la cultura, la stessa di Grazia Deledda. Con cui a tratti vi abbiamo scorto una strana, insolita similitudine di vita.
Rassicuranti, forse, illusorie ci avvolgono le parole di Stella : “ una ribellione pacifica conscia\ delle crisi dell’uomo”.
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