L’Atletica Setina è sul piede di
guerra. La società setina, che ha tra
le sue fila la vicecampionessa italiana
della 50 chilometri, non ha gradito
la chiusura dello stadio intitolato
alla memoria del dottor Augusto
Tasciotti, sito in via Roccagorga a
Sezze. Da svariati giorni l’impianto
sportivo è chiuso, non essendo perciò
fruibile a quanti lo utilizzano per
allenarsi o per una sana attività
fisica. Il motivo della chiusura deriverebbe
dall’aver concesso in contemporanea
le ferie a tutti gli addetti
alla struttura sportiva da parte dell’ente
comunale, che così oggi non
risulta più essere fruibile.
La società di atletica del comune
lepino non può quindi svolgere regolarmente
gli allenamenti, ma denuncia
anche il fatto che quanti praticano
in maniera non professionale lo
sport siano stati danneggiati dalla
chiusura dell’impianto: «Mi sembra
inconcepibile - afferma Giancarlo
Rosella, presidente dell’Atletica Setina
- che vengano concesse in contemporanea
ferie a tutti gli addetti di
una struttura, lasciando la stessa
chiusa a quanti la utilizzano sia per
la propria passione sportiva, sia per
la pratica agonistica. Se fosse vero
che l’impianto è stato chiuso per
questo motivo ci sarebbe di che
pensare su chi ha consentito che tutti
gli addetti alla manutenzione dell’impianto
potessero godere delle
meritate ferie nello stesso preciso
momento. Ci troveremmo di fronte
ad una mancanza di buon senso,
oltre che ad una cattiva gestione
delle risorse umane».
Il presidente della società sportiva
Atletica Setina, che ha il pregio di
aver avvicinato alla corsa molti giovani
e meno giovani, ha anche di che
ridire sullo stato di conservazione
della struttura pubblica: «Erbacce
disseminate ovunque, il fondo del
terreno di gioco ormai praticamente
arido - continua Giancarlo Rosella -
non vorremmo che per lo stadio
intitolato alla memoria del dottor
Augusto Tasciotti qualcuno avesse
deciso di riservare la stessa sorte
toccata al Tennis Club Sezze. Ci
auguriamo che così non sia, altrimenti
sarebbe chiaro il disegno di
penalizzare quanti fanno della pratica
sportiva una loro ragione di vita,
sia per quanto concerne l’attività
agonistica portata avanti, sia per
quanti la intendono come un mezzo
per tenersi in forma e vivere a
contatto con la natura»
Giovanni Rieti (28/07/2007)
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