La girandola dei nomi in
lizza per la nomina alla
presidenza dell’SpL oltre
ad aver fatto emergere forti
squilibri all'interno della
maggioranza, in affanno
sulla nomina dell'ambita
presidenza, sembra lasciare
di stucco il viandante
che sale sulle Coste del
paese.
I nomi ufficiali, ci rifiutiamo
di scriverli, tanto
non serve. Hanno entrambi
per cognome un nome
di donna e pensare che per
avere come nominativi ufficiali,
in lizza, non si è
andati troppo lontano nelle
parentele. Un cugino,
un parente prossimo, una
volta a te, una a me. L’importante
è che garantisca
50 voti, 100. Uno che, per
dirla tutta, fino a ieri, forse,
costruiva pure case, e
forse progettava anche
parcheggi, con il risultato
che s'è visto in zona Vallicella.
Ma quello che proprio
non si riesce a capire è
come, nella contesa per la
successione allo scettro
della società, ventre molle
dell’impegno politico a
buon mercato, lanciata nel
firmamento dell'augusto
percorso imprenditoriale,
in ambito di niente di meno
che raccolta differenziata,
all'interno di un settore
specifico e tecnico,
come quello dei rifiuti, si
scelga uno che costruisce
case. Nel suo curriculum e
negli ambienti, nessuno
ha mai sentito parlare né
della società che ha redatto
il progetto, né delle doti
del presunto manager, figuriamoci
che cosa dovrebbe
raccontarci sui rifiuti.
Eppure tutto questo
accade a Sezze. Perché se
si è della cerchia dei soggetti
che bazzicano le
strette vie del potere, può
accadere anche di questo.
E magari trovare su un
nome le convergenze politiche
anche in termini lessicali.
Tanto per quel che
serve, l'uno vale l'altro,
l'altro però ha mostrato di
saper fare di conto. Questo?
E. F. (02/07/2008)
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