vicenda
della «Spl spa», la società creata
dall’ex sindaco Lidano Zarra
per la gestione di alcuni servizi
pubblici. Lo spunto arriva dal capogruppo
dell’Udc (partito di riferimento
di Zarra) Rinaldo Ceccano
il quale, nei giorni scorsi, ha
rivolto un appello al presidente
del Consiglio comunale affinché
«la parte moderata e ragionevole
della maggioranza
voglia confrontarsi
seriamente
su un progetto
di sviluppo
serio e articolato
dell’azienda, su
come ridurre i
costi, su come
individuare il
partner privato
che deve apportare
capitali e
non prosciugare
risorse...».
Un approccio
positivo?
Macché, Ceccano non perde occasione
per screditare le capacità
del sindaco a governare la città, la
compattezza della maggioranza e
non ultimo la bontà politica di
certe operazioni, o meglio di talune
decisioni non prese. Per capire
il ragionamento di Ceccano bisogna
partire da subito dopo il voto
delle ultime comunali, quando gli
esponenti della civica «Tutti per
Sezze» di appoggio al nuovo sindaco
Andrea Campoli per promuovere
una sorta di bonifica anti
Zarra proposero
al sindaco di
chiedere le dimissioni
del consiglio
di amministrazione
della
«Spl spa». Il
gruppo dell’Udc,
forse «toccato» dall’argomento
non perse quindi
l’occasione, con
un’ interrogazione,
per chiedere
al sindaco se
avesse effettivamente
intenzione di procedere al
rinnovo dei membri del cda e del
collegio dei revisori dei conti nel
frattempo scaduto. Sull’argomento
l’assessore Sergio Di Raimo
disse che né lui né tanto meno
Campoli avevano la minima intenzione
di avanzare richiesta di
dimissioni. Quanto basta per
l’Udc per trarre delle conseguenze
politiche: la maggioranza non è
compatta, c’è chi sostiene di procedere
in un certo modo e chi in
un altro. La teoria di Ceccano
quindi, con l’ultimo intervento rivolto
al presidente del Consiglio,
si è tradotta in un’accusa forte:
«Tali nomine non erano comprese
nel bottino di guerra - afferma - e
la loro spalmatura rischia di creare
frizioni per cui è meglio riposarle
per il dopo.
Allorché si evidenzierà
il bluff
sulle capacità di
Campoli di governare
la città,
torneranno utili
per tenere incollata
la maggioranza
».
Secca, a questo
punto, la replica
di Di Raimo:
«Tanto per iniziare
- ha affermato
l’assessore
alle finanze - non c’è nulla di vero
su questa spartizione a cui allude
Ceccano. Nel cda siedono professionisti
ai quali non possiamo noi
chiedere di dimettersi né possiamo
revocare loro l’incarico senza
una giusta causa. Per quanto riguarda
il mancato rinnovo del
collegio dei revisori va detto che
la maggioranza non ha urgenza di
rinnovarlo perché la priorità è
un’altra: la ‘Spl spa’ va esaminata
prima nella sua complessità, nei
numeri dei dipendenti, nel numero
e nella qualità delle convenzioni.
Il collegio per
ora può operare
in regime di prorogatio
in attesa
che venga stilato
un programma
serio per il futuro
dell’azienda, anche
in vista dell’ingresso
di un
socio privato come
prevede il regolamento
».
Per la maggioranza
di Campoli,
quindi, c’è
nessun gioco di poltrone da spartire
dietro un momento di standby
e di riflessione per una migliore
economia dell’azienda che gestisce
la farmacia comunale, la
raccolta dei rifiuti, la riscossione
della Tarsu e dell’Ici e che occupa
circa 35 dipendenti assunti con
contratti diversi.
Rita Cammarone (22/08/2007)
|