Discussione rinviata quella per la presidenza della SPL Sezze, la società per azione del Comune di Sezze che gestisce buona parte dei servizi della città. Una serie di riunioni fiume (l’ultima in ordine di tempo si è svolta lunedì sera) hanno deciso di posticipare una decisione non certo facile da affrontare: in primis la nomina del nuovo presidente, in secundis quella del Cda per il quale è stata approvata in sede di Consiglio Comunale la riduzione da 5 a 3 componenti come previsto dalla finanziaria. Per la maggioranza del sindaco Andrea Campoli una “gatta da pelare” solo rinviata, dato che il rinnovo dei vertici dell’ex municipalizzata si basa essenzialmente su equilibri politici non facili, considerando soprattutto che le future modificazione dello statuto aziendario non erano state previste negli accordi tra le diverse anime della coalizione che ha portato alla vittoria il primo cittadino Campoli. Sulla nomina del capo-azienda da qualche giorno era partito il toto nomine, ognuno rappresentante di una corrente politica. Di nominativi ne sono usciti diversi ma allo scoperto, al momento, ne conosciamo soltanto tre: Giovanni Bernasconi, primo dei non eletti nei Ds; Lelio Grassucci, ex segretario di sezione e Cristian Santia attuale segretario Ds. Possiamo immaginare che potrebbero essere utilizzati due o più metodi differenti per designare il successore di Giovan Battista Rosella. Potrebbe influire il responso delle urne o perché no la carta di identità del candidato: professione, esperienza lavorativa e capacità aziendale. Non è escluso che il sindaco Campoli possa virare verso altre strade (magari pescare fuori città) anche se pare certo che la scelta del futuro presidente della Spl, o almeno secondo accordi presi, spetti proprio ad un rappresentante dei Democratici di Sinistra. Anche per la designazione dei consiglieri di amministrazione ci sono dei papabili ma è presto per fare nomi. Qualcuno addirittura cerca di alzare il tiro (e la posta in gioco) per poi ricadere in piedi. La questione del Cda interessa anche le opposizioni, un membro spetterebbe anche alle minoranze. Per le decisioni, comunque, bisogna attendere maggio, scadenza naturale del mandato di Rosella. Se è stato deciso che la riduzione del Cda verrà attuata da subito, quella della decadenza del mandato del presidente no, nel senso che Rosella resterà in carica con le modifiche approvato al regolamento. Sarebbe auspicabile però che si continuasse a discutere e magari decidere il neo presidente a breve, onde evitare spaccature e scissioni che potrebbero far vacillare l’operato dell’amministrazione comunale o la stessa sopravvivenza della Giunta.
Alessandro Mattei (29/11/2007)
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