L’ ITAL IA dei valori di
Sezze ritiene che nel corso
dell’ultima campagna elettorale
ci sia stata un’intromissione
in grande stile,
«per fortuna con un risultato
deludente», da parte dei
vertici della «Spl Sezze
spa». Il partito di Di Pietro,
già in precedenti interventi
sull’argomento, ha fatto rilevare
l’uso e l’utilizzo di
talune cariche pubbliche
come se ci si trovasse di
fronte ad un’azienda private:
«Ma non è così - afferma
Giovanni Paolo Di Capua -
: la Spl è società ad intero
capitale pubblico ed in
campagna elettorale si è
mossa in modo strumentale.
Per noi era ed è intollerabile
assistere a questo
modo di interpretare la funzione
pubblica; un atteggiamento
irrispettoso e di
scarso senso civico, in
quanto si sarebbe dovuti
essere super partes, esercitando
con distacco le proprie
funzioni. Certo non
come palesemente si è verificato
con il sostegno ad
una determinata coalizione,
quella di Lidano Zarra,
e ad una lista specifica,
Centro Moderato. Ora la
festa è finita e la maggioranza,
premiata sin dal primo
turno dagli elettori, è al
lavoro. Il centrosinistra ha
vinto, mentre tutti gli altri
hanno perso».
L’Italia dei valori, ribadendo
il sostegno e la piena
fiducia a Campoli, evidenzia
che «nonostante l’iniziativa
elettorale intrapresa
dai vertici della Spl, si assista
ad un atteggiamento che
si vuol far apparire normale,
ma che normale non è».
«Avevamo invitato a pensare
meno alla politica -
sostengono gli esponenti
del partito di Di Pietro - e
ad astenersi dal comporre
liste di parte, per pensare ad
operare con maggiori energie
per migliorare i servizi
gestiti dalla Spl. Criticammo
che non era stato fatto
granché sulla differenziata,
sulle discariche abusive, lo
scarso impegno nella realizzazione
dell’isola ecologica,
nonché le mancate
richieste di finanziamenti
pubblici per il miglioramento
dei servizi. Pertanto
allo stato attuale delle cosa
- conclude il segretario comunale
di Italia dei valori -
sarebbe logico considerare
da parte del cda dell’azienda
l’opportunità di rimettere
il proprio mandato; non
per disposizione normativa,
ma per coerenza e logica
conseguenza del proprio
atteggiamento elettorale».
Giovanni Rieti (09/07/2007)
|