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Spl, metodi sbagliati
Nomine per il cda, la politica faccia un passo indietro

| (Il palazzo comunale)
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C O RTO circuito sulle nomine
in seno al consiglio d’amministrazione
della Spl, la società
a totale capitale pubblico
che a Sezze gestisce alcuni
dei principali servizi. Dalla
raccolta dei rifiuti alla riscossione
dei tributi, passando per
la gestione della farmacia comunale
e delle mense scolastiche.
Scatena l'indignazione
di alcuni esponenti politici
che chiedono di puntualizzare
senza fare nomi ma invitano
la politica a riflettere sul
futuro del paese, posta la ferma
decisione da parte degli
attuali amministratori, di ripercorrere,
nell'errore, le orme
dei propri predecessori.
Torna a mettere il dito nella
piaga delle nomine partitocratiche
Vittorio Accapezzato,
che in una missiva indirizzata
al sindaco Andrea Campoli
in modo circostanziato
ripercorre alcune fasi della
sua campagna elettorale ed a
seguire, azioni generate dalla
sua attività di governo in seno
al centrosinistra. «La partitocrazia,
o meglio la spartitocrazia
è la degenerazione del
sistema democratico cui a
Sezze stiamo assistendo».
Tuona Accapezzato, esponente
della Pdl che ricorda al
sindaco come nella lettera invitata
al cittadino elettore lo
stesso «s'impegnasse a garantire
un quadro di certezze
e di regole ispirate all'uguaglianza
dei diritti e delle opportunità
». «Il metodo meritocratico
dell'attuale amminis
t r a z i o n e - c o n t i n u a
Accapezzato - e di quelle
passate, consiste ancora nel
premiare chi ha dato la disponibilità
nella candidatura e
non nelle sue effettive capacità
individuali. Un sistema che
ricompensa chi ha portato più
p r e f e r e n z e
nella lista di
a pp ar te ne nz a
che può a sua
d i s c r e z i o n e
scegliere una
carica amministrativa.
Una
logica di spartizione
politica
- sottolinea
Accapezzato -
ed un potere nella scelta di
cariche amministrative pubbliche
che vengono affidate
in base al credo ideologico o
in base alla loro fedeltà al
partito, ma che finora ha portato
innumerevoli danni al
paese». Per questo motivo
Accapezzato chiede che la
politica faccia un passo indietro
su assunzioni, cariche amministrative
e pubbliche, perché
«se si vuole recuperare
un minimo di credibilità tra i
cittadini ci si deve impegnare
a costruire regole che finalmente
cancellino la parola
‘nomina’ per sostituirla con
la parola ‘selezione’. Il cittadino
- continua - ha il diritto
di sapere che
chi ricopre una
carica amministrativa
la occupa
non perché
è raccomandato
ma
perché è capace,
responsabile
e preparato.
Non è più il
tempo di far ricoprire
‘incarichi’ non adeguati
alla propria competenza
ma solo frutto di ’logiche
spartitorie’ che sino ad oggi
hanno solo determinato guasti
per la collettività pagati,
come al solito, non dal politico
incompetente chiamato a
ricoprire questo o quel ruolo,
ma dai cittadini di Sezze che
ne hanno dovuto subire l'incapacità
manifesta».
Elisa Fiore (24/08/2008)
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