Tra le tante “stravaganze” di questa campagna elettorale, una su tutte fa veramente venire i brividi. Ma avete mai tirato le somme di quanti quattrini sono stati spesi da ogni candidato per sostenere la propria corsa al voto? Una piccola indagine svolta tra le tipografie della città ci ha dato l’imbarazzate somma di circa 100 mila euro, non considerando i soldi spesi dai candidati alla carica di primo cittadino. Tanto semplice: a Sezze, per le amministrative, sono diventati tutti super-paperoni. Mediamente, infatti, un candidato alla carica di consigliere comunale ha speso circa 200 euro. Diciamo mediamente perchè c’è chi è arrivato anche a 500 euro, a 1000, e chi ha sfiorato appena le cento euro per acquistare i ricercatissimi “santini”. Somme, dunque, ragguardevoli, per non dire raccapriccianti se pensiamo al fatto che la maggior parte del materiale elettorale, quotidianamente, finisce nei cassonetti della pattumiera o, nel peggiore dei casi, in strada, tra i vicoli del centro storico, a ridosso di chiese ed edifici pubblici e privati.
I 420 aspiranti ad un seggio in consiglio comunale non hanno badato a spese. A costo di apparire e farsi pubblicità, le truppe di ogni coalizione, hanno rotto le righe, procedendo ognuno per la propria strada. C’è chi si è accontentato dei classici bigliettini, chi si è fermato ai manifesti elettorali e chi, al contrario, ha voluto strafare con le gigantografie occupando spazi privati neanche fosse candidato alla presidenza del Consiglio dei Ministri. E’ evidente che a monte di questo sperpero di denaro c’è la voglia - da parte della stragrande maggioranza dei candidati - di convincere l’elettorato dell’ipotetica importanza ed influenza che il candidato stesso potrebbe avere se venisse eletto. A valle, invece, un cumulo di carta straccia e tanti soldi buttati al vento senza una minima utilità e bene per la collettività e la comunità setina. E a pensare che se ognuno avesse messo da parte una minima parte di quanto speso per questa inutile campagna elettorale mediatica, e se l’avesse sommata a quella degli altri candidati, forse, avrebbe fatto qualcosa di giusto e soprattutto utile per quella che oggi viene chiamata da tutti “amata cittadina”, anche da chi non vive in città e si presenta comunque come candidato a consigliere comunale.
Alessandro Mattei (18/05/2007)
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