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Sos per il Pronto soccorso
Reparto declassato impossibile gestire l'emergenze

| (Ospedale San Carlo)
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L’ EPI SOD IO
che ha visto
coinvolti due
marocchini lo
scorso weekend
a S e z z e h a
d r a m m a t i c amente
riaperto
la questione relativa
al declassamento
del
Pronto soccorso
d el l’ os pe da le
«San Carlo» in
punto di primo
intervento. Nella
mattinata di
sabato, infatti,
si è dovuto attendere
più di
un’ora per avere
a disposizione
un anestesista rianimatore che
procedesse a intubare, prima
del suo trasferimento al «Gemelli
» di Roma, uno dei due
extracomunitari rimasti coinvolti
nell’aggressione al Parco
della Rimembranza. Sono stati
gli stessi operatori del «San
Carlo» a protestare vibratamente
e a denunciare pubblicamente
la questione, in virtù delle
varie peripezie che hanno dovuto
attraversare prima di poter
avere a disposizione un anestesista
presso la struttura sanitaria.
La figura professionale è
arrivata grazie al soccorso dell’eliambulanza
proveniente dalla
capitale, in quanto l’elicottero
a disposizione della Asl pontina
non si alza in volo prima
delle otto del mattino. Non è
stato possibile nemmeno reperire
in tempi rapidi l’anestesista
rianimatore di turno che potesse
raggiungere rapidamente il
«San Carlo».
Sono stati gli
stessi operatori
d el l ’o s pe d al e
setino a denunciare
la situazione
venutasi a
c r e a r e , c h e
preoccupa non
poco il personale
del «San Carlo
» e che rappresenta
una
fonte di rischio
p e r i c i r c a
35mila residenti
lepini che
hanno come
punto di riferimento
il nosocomio
setino.
Quella del ripristino
della piena funzionalità
del Pronto soccorso presso l’ospedale
di Sezze non è l’unica
questione su cui gli operatori
sanitari si sono detti disponibili
a dare battaglia, in virtù della
cronica assenza di personale infermieristico
nei reparti, mai integrata
nonostante la cessazione
delle attività di diverse unità
lavorative sia per raggiunti limiti
di età che per decesso.
Giovanni Rieti (07/06/2007)
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