E' partita lunedì mattina la
lettera indirizzata al Presidente
della Regione Lazio Piero Marrazzo,
a firma dei primi cittadini
di Sezze e Pontinia. I sindaci
Andrea Campoli ed Eligio
Tombolillo hanno invitato il
presidente Marrazzo a partecipare
all'assemblea pubblica che
si dovrebbe tenere a Pontinia
prima della scadenza
del termine
previsto per
le osservazioni
all'avviso pubblico
per gli
espropri dei terreni
utili al passaggio
ed all'ubicazione
della
turbogas di
Pontinia. Fissato
il 26 settembre.
La decisione
era scaturita
da un precedente
incontro voluto
dal sindaco
Tombolillo, che
aveva sollecitato
associazioni
di categoria, amministratori
di Sezze, proprietari
dei terreni,
tecnici
geologici, ingegneri
e avvocati
a farsi artefici di
un processo politico,
tecnico e
giuridico che
allontanasse o
riuscisse a respingere l'ipotesi
di realizzare in un territorio fragile,
oggetto di distretto agroalimentare
di qualità, un impianto
con forti ricadute in termini
di impatto ambientale.
Nella lettera rivolta al presidente
Marrazzo i due sindaci sollecitano
il presidente della Regione
Lazio affinché partecipi alla
definizione di una strategia comune
con lo scopo di «bloccare
l'iter della realizzazione di un
impianto che, qualora venisse
realizzato, penalizzerebbe fortemente
il territorio pontino».
«In questi giorni - è riportato
nella lettera di Campoli e Tombolillo
- l'iter
per la costruzione
della Turbogas
sta avendo
un'accelerazione
attraverso
l'avviso degli
espropri ai proprietari
di quei
terreni che saranno
utilizzati
per il passaggio
degli elettrodotti
e del metanodotto,
più in generale
l'iter autorizzato
sta
procedendo a ritmo serrato. A
tal proposito, agli scriventi risulta
che nella seduta del Comitato
tecnico dello scorso 29 luglio
convocata per la valutazione
Aia, (autorizzazione
integrata ambientale) la Regione
Lazio ha disertato la riunione.
Per questi motivi siamo qui
a chiedere un incontro urgente
con il Presidente della Regione
in assemblea pubblica, da convocarsi
preferibilmente entro
dieci giorni, per definire una
strategia comune atta a bloccare
l'iter della realizzazione di un
impianto che, qualora venisse
realizzato, penalizzerebbe fortemente
il territorio pontino».
«Campoli - secondo la nota diramata
dall'ufficio stampa - nel
documento avrebbe specificato
che il suo e quello del sindaco
Tombolillo non vuole essere un
‘no’ aprioristico ma, l'area suddetta
per la sua vocazione
agroalimentare, non sopporterebbe
il forte impatto negativo
della Turbogas. Il rischio, infatti,
sta nell'inquinamento da nanopolveri
e nelle variazioni microclimatiche
che determinerebbero
una vera e propria
catastrofe, se ciò avvenisse, per
l'economia agricola della zona
pontina. La regione Lazio supera
il proprio fabbisogno energetico
e quindi non necessita di
altre strutture tecnologiche per
l'approvvigionamento di energia
elettrica, che in questo caso
aumenterebbero solo il tasso di
inquinamento».
«La nostra - ha scritto il sindaco
di Sezze - è una regione virtuosa
dal punto di vista energetico
e non si comprende l'accanimento
nei confronti di questo
territorio che ha altre risorse
quali l'agricoltura, il turismo ed
energie naturali e rinnovabili
tutte incompatibili con le emissioni,
l'inquinamento della turbogas
e la devastazione del territorio.
Temiamo, inoltre, che
non si consideri il danno che
l'impatto arrecherà all'immagine
dell'intero comprensorio».
Il sindaco Campoli ha ricordato
che la stessa Regione Lazio ha
evidenziato la pericolosità di un
intervento simile su un territorio
soggetto a sprofondamenti
improvvisi con un ecosistema
delicato in cui solo l'agricoltura,
insieme al turismo e alla
valorizzazione del patrimonio
paesaggistico ed architettonico,
può costituire il sistema principale
di produzione di benessere
economico.
«La realizzazione della Turbogas
- ha concluso Campoli - si
scontra con una pianificazione
regionale che individua nel distretto
rurale ed agroalimentare
di qualità l'area compresa tra
Pontinia e Sezze».
E.f. (10/09/2008)
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