Se la sinistra di Sezze si trova ancora alle prese con la questione SPL, quella Ecocentro ed un immobilismo che ha deluso gli elettori che hanno portato Campoli a governare, a destra la situazione è addirittura peggiore. Nelle ultime settimane il malcontento all'interno del costituendo Popolo della Libertà è definitivamente esploso. Motivo del contendere sembrerebbe essere una sorta di inchiesta messa in atto dal consigliere Reginaldi sulla questione delle cooperative sociali. L'interessamento di Reginaldi sulla vicenda ha presumibilmente messo in allarme qualche esponente del Pdl e la rottura si è palesata con estrema forza e senza appello. Reginaldi si è sentito come chiuso dalle logiche del Pdl, soprattutto per quanto concerne il rapporto del partito con i mezzi di stampa. Da lì la rottura. Vani sono stati i tentativi di ricucire lo strappo. Reginaldi è andato avanti per la sua strada dichiarandosi estraneo al progetto in fase di costituzione e ritenendosi svincolato dai suoi colleghi in consiglio comunale. In tutta risposta il presidente del Pdl Giovanni Del Duca ha chiesto al presidente del consiglio comunale Giovanni Zeppieri di non considerare Reginaldi come espressione di Forza Italia e del Partito della Libertà. Insomma crisi nera all'orizzonte, soprattutto in virtù delle prossime elezioni provinciali, che a questo punto si ritrovano con scenari mutati rispetto a qualche mese fa. La querelle del centrodestra setino conferma l'assenza di personaggi di spicco che possano guidare i partiti che compongono la Pdl. Poco più di un anno fa, alla vigilia delle comunali, la rottura tra il gruppo di Zarra (Udc) e quello di Di Palma. Il delegato provinciale alla Protezione Civile, forte della stima da parte di Cusani e Fazzone, creò la Casa della Libertà di Sezze, candidandosi alla guida di una coalizione che vedeva la presenza di Forza Italia e Alleanza Nazionale, insieme a Movimento Democratico, Azione Sociale ed una lista di giovani. Zarra invece raccolse il malcontento di alcuni elementi del centrosinistra e creò una sorta di 'melting pot' molto simile a quello realizzato nel 2003 da Martella. Il risultato? Le due anime della destra setina si intralciarono a vicenda, permettendo al centrosinistra (altro melting pot organizzato a regola d'arte) di imporsi al primo turno. Da lì il centrodestra è entrato nel caos. Prima l'ennesima frattura tra i due gruppi, con Reginaldi e Piccolo a sostegno del nuovo progetto Pdl, mentre Di Palma decideva di starne fuori. Poi la decisione di affidare il nuovo progetto all'inedita coppia Giovanni Del Duca-Rinaldo Ceccano (ancora si deve capire chi lo ha deciso in ambito provinciale e regionale). La prima avvisaglia che qualcosa non quadrava è arrivata dopo le dichiarazioni al vetriolo sulla posizione di Serafino Di Palma, subito spente dall'intervento di Cusani, Bianchi e Tiero. La destra ha accusato il colpo e ha cominciato a vacillare. Prima le voci su Zarra che voleva tirarsi fuori dal progetto, poi qualche screzio tra consiglieri, con la necessità di dividere le competenze. Infine, cosa di questi giorni, la faccenda legata a Reginaldi, che di fronte al predominio dell'asse Ceccano-Vitelli-D'Arpino e ad i limiti imposti sui comunicati stampa, ha deciso di tirarsi fuori dal progetto avvicinandosi di nuovo a Di Palma e Roscioli e creando l'ennesima spaccatura all'interno del centrodestra, di cui adesso, a meno di un anno dalle provinciali, si possono contare almeno cinque anime. In tutto questo marasma l'unico tranquillo della sua posizione sembra proprio Giovanni Del Duca. L'ex commissario di Forza Italia ed attuale presidente del Pdl (titolo assolutamente inutile in quanto costituenda) sembra non accorgersi del caos generato dall'uscita di Reginaldi. L'incapacità gestionale si palesa nella lettera inviata a Zeppieri. Nessuno può parlare di esponenti della Pdl, almeno finché non ci sarà un congresso. Di Palma aveva avuto il benestare da Cusani e Fazzone, Reginaldi è l'unico eletto di Forza Italia, Piccolo di Alleanza Nazionale. Ma Del Duca, evidentemente incapace di controllarlo, ha affidato il partito ad un consigliere provinciale dell'Udc e ad un gruppo di personaggi che hanno fatto la storia della sinistra a Sezze e che dodici mesi fa, con la rottura di cui sopra, hanno di fatto consegnato la città nelle mani del centrosinistra.
Simone Di Giulio Da Mondo Re@le (23/07/2008)
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