|
|
Sezze vota il Cavaliere, la Giunta paga i primi ritardi
Non c'è più tempo per progetti di lungo raggio
 |
Un’ inversione di tendenza rispetto alle Politiche del 2006, quando a Sezze il centrosinistra riusciva – seppur in modo risicato – a reggere il colpo. I numeri parlano chiaro. I risultati elettorali danno ragione al Popolo delle Libertà che, rispetto al Partito Democratico, conquista voti abbastanza rilevanti e in tutte le zone delle città. Sia alla Camera che al Senato il Pdl supera il Pd di oltre 10 lunghezze percentuali, lambendo da solo quasi il 50 per cento, per l’esattezza 5962 voti (47,83 %) al Senato e 6752 preferenze (48,5) alla Camera. Amare sorprese per il Pd che, seppur tiene abbastanza bene (anzi cresce di poco), non è andato oltre il 35 % dei voti alla Camera e il 36, 93 al Senato, rispettivamente con 4955 e 4604 preferenze. La sinistra, o meglio quello che resta della sinistra radicale ha seguito il trend nazionale: è scomparsa anche in città, per non parlare dei Socialisti da poco rinverditi con l’elezione del nuovo segretario che si attestano sotto il 2 per cento. Dimezzata anche l’Udc e l’Italia dei Valori, poco sopra il 3 % entrambe. L’analisi è presto fatta. Buona parte della campagna elettorale del Popolo delle Libertà l’ha fatta il governo Prodi, mentre per l’altra parte ci ha pensato l’amministrazione comunale di Sezze che ad oggi ancora non raccoglie i frutti del primo anno di lavoro. Viviamo nell’era della velocità e la pazienza dei contadini è scomparsa definitivamente. Tutti vogliono tutto e subito. I progetti di lungo respiro (quelli che intende realizzare il sindaco Campoli) abbisognano di tempi di maturazione che la città non comprende più. Se a questo aggiungiamo i ritardi burocratici e le sottolineature di una opposizione attenta… il gioco è fatto.
|
|
Alessandro Mattei (19/04/2008)
|
|
|
|
|
|
|