La polemica esplosa ieri sulle colonne del nostro giornale in merito alle strutture comunali inaccessibili ai disabili e alle persone con capacità motorie ridotte per la presenza di barriere architettoniche, non ha fatto altro che confermare quanto già si sapeva: i problemi ci sono ma è sempre complicato trovare soluzioni. Da via Diaz non sono state rilasciate repliche ma è emerso, comunque, l’intenzione degli uffici preposti ad acquistare e far installare un servoscala per la sede della SPL Sezze. C’è (e c’era), quindi, la consapevolezza che l’edificio dell’ex municipalizzata e altri sportelli aperti al pubblico non rispondono ai sensi del Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici 236/89 e a quelli della legge 626 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Divieti e zone off limits che l’attuale amministrazione comunale ha l’obbligo di abbattere e non ignorare come è stato fatto. Sappiamo (e si sa) che gli uffici della SPL non sono l’unico caso, dato che altri sportelli aperti alle utenze sono irraggiungibili da persone con problemi di deambulazione. Lo stesso Palazzo Municipale, e gli uffici in esso ubicati, in materia di sicurezza e rispetto delle norme vigenti, sono la dimostrazione di quanto, a volte, siano distanti gli interessi di chi fa politica per mestiere e le reali esigenze della comunità. Il fatto però che nessun consigliere comunale, nessun assessore o dirigente di settore affronti queste problematiche, ci spinge a pensare a quanta indifferenza ci sia per le questioni pratiche, quelle che esistono tutti i giorni, mentre per le parentesi estive e per le particolari attenzioni a scadenza di attenzione ce ne sia troppa. Inutilmente.
Alessandro Mattei (13/08/2009)
|