Il I Circolo scolastico di via Piagge Marine di nuovo al centro di polemiche. Un’altra giornata no per questo plesso, già famoso in passato per dure proteste. Ieri è toccato ad una mamma che intendeva riprendere il proprio figlio prima della fine delle lezioni per giustificati motivi personali. La mamma dell’alunno della IV classe, sezione A, delle elementari, arriva nell’istituto di via Piagge Marine con l’intenzione di chiedere l’autorizzazione di uscita per riprendere il suo ragazzo. Sono le ore 14,30 e la donna, arrivata da Latina, deve affrettarsi perché alle ore 15,30 l’attende un appuntamento al quale non può proprio rinunciare. Come è normale, la mamma suona il campanello della scuola per entrare ma qualcosa di inusuale stava incominciando a materializzarsi. Suona due, tre, quattro volte e alla fine qualcuno si affaccia all’ingresso. Non si tratta né di docenti né di bidelli ma semplicemente di donne in servizio per la pulizia dell’istituto. «Dopo molti minuti di attesa si sono affacciate al vano d’ingresso le donne delle pulizie e mi hanno chiesto cosa volessi – ci ha detto la signora -. Dopo aver detto che dovevo riprendere mio figlio mi sono sentita rispondere con modi poco garbati che non c’era personale, sbattendomi la porta in faccia». La mamma dell’alunno, rimasta male per l’accaduto, e ancora impossibilitata a riprendersi il figlio, ha tentato invano di chiamare direttamente la segreteria. «Spazientita e rimasta di stucco per il comportamento della donna delle pulizie ho tentato di telefonare in segreteria per chiedere spiegazioni e per riavere mio figlio. Dopo tanti tentativi a vuoto – continua la mamma infuriata – ho chiamato i Carabinieri per avere dei consigli perché, a distanza di 20 minuti, ancora non c’era personale che potesse farmi entrare nella scuola. Nel frattempo – racconta ancora la mamma – una insegnate di sostegno passata dall’interno mi chiedeva cosa stesse accadendo e io lì, in attesa dinanzi al portone». Ecco che la situazione si sblocca con l’arrivo delle forze dell’ordine. Dopo essere entrati, i Carabinieri “scoprono” che di bidelli ce ne sono due ma che fanno parte della scuola dell’Infanzia sempre all’interno dello stesso plesso scolastico. Oltre alla dirigente, la prof.ssa Magnarelli, assente per malattia, la vicaria era impegnata a fare lezione agli alunni e non poteva abbandonare la classe. L’odissea termina alle ore 15,45 dopo un’ora e mezza di attesa. Un bidello, adesso, esce per far entrare la mamma ma, a questo punto, la donna si rifiuta di chiedere l’autorizzazione e attende l’uscita del figlio prevista per le ore 16, avendo perso ormai l’appuntamento. La donna sporgerà denuncia presso la caserma dei Carabinieri di Sezze. «E’ disumano – ci ha detto - sporgerò denuncia per quello che mi è accaduto. E’ inammissibile che non ci sia personale in una scuola. Non c’è rispetto, è ora che qualcuno faccia qualcosa per impedire che episodi del genere riaccadano».
Alessandro Mattei (15/02/2007)
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