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Servizio idrico
I dubbi del consigliere Claudio Casalini
Il consigliere comunale
della civica area democratica interviene
in merito alle richieste/
diffide di pagamento inviate
ai setini dalla costruzioni Dondi
Spa. L’esponente di opposizione
evidenzia come in molti casi le
richieste da parte della concessionaria
del servizio idrico riguardino
forniture dell’anno
1999. Per questo Claudio Casalini
si chiede come sia possibile
pretendere che
un cittadino esibisca
le ricevute
di pagamento
effettuati otto,
nove anni dopo
la loro emissione:
«Qual’è la
spiegazione per
cui la Dondi
avanza ora la richiesta
di pagamento?
». Il consigliere
di opposizione
ricorda
che la legge in
merito alle utenze domestiche
sancisce che la prescrizione avviene
entro cinque anni dalla
data dell’emissione della fattura
e chiede in funzione di quale
principio o norma giuridica sia
avvenuta la sospensione del periodo
di prescrizione: «Invito la
Dondi Spa a dimostrare, esibendo
ad ogni utente interessato la
copia in originale e la ricevuta di
ritorno della raccomandata con
la quale si chiedeva allo stesso
utente il pagamento delle bollette
insolute».
Claudio Casalini, però sposta
anche l’intera vicenda Dondi sul
lato prettamente politico chiedendo
all’amministrazione comunale
come sia possibile permettere
alla concessionaria di
continuare a gestire il servizio,
nonostante i continui disagi per i
cittadini «Ai quali non fa altro
che avanzare richieste di denaro
offrendo in cambio un pessimo
servizio. Non è il caso - si chiede
Casalini- che tutta la classe politica
di questo paese decida finalmente,
dato che ci sarebbero i
presupposti per mandare a casa
questa società,
di riappropriarsi
del servizio tornando
alla gestione
diretta come
hanno iniziato
a fare altri
comuni italiani?
». L’esponente
di Area democratica
mette in risalto
che con la gestione
diretta del
servizio idrico
da parte dell’Ente
comunale o della Spl Sezze
Spa, si potrebbe sopperire attraverso
gli avanzi di bilancio che
risultano dalla riscossione diretta
delle bollette alle esigenze
idriche del territorio. Soprattutto
di quelle zone completamente
prive di condutture idriche e di
quelle che spesso risultano private
dal servizio a causa del pessimo
stato delle condutture: «Ricorrendo
alla gestione diretta -
conclude Casalino - si potrebbero
abbattere i costi di gestione ,
utilizzando gli utili per ampliare
la rete idrica o per rinnovarla in
quelle zone dove è stato in stato
di vetustà».
Giovanni Rieti (02/01/2008)
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