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L’introduzione del servizio civile volontario che affonda le sue radici nella storia
dell’obiezione di coscienza, rappresenta una svolta memorabile sia per lo sviluppo del Terzo settore nel nostro Paese
sia per l’affermazione di nuovi valori nel mondo giovanile.
Il numero dei volontari presenti ogni anno testimonia una crescita vertiginosa rispetto ai soli 180 ragazzi
impiegati nel 2001, un’escalation esaltante in termini di interesse e partecipazione dei giovani,
visto il numero di impegnati al servizio negli anni 2004 - 2005 (circa 46.000 volontari).
Anche la risposta degli Enti che hanno ottenuto l’accreditamento dall’Ufficio nazionale del servizio civile è stata estremamente positiva: sono oltre 3000 le pubbliche amministrazioni e gli enti derivati, ma anche cooperative sociali e associazioni che fanno leva ogni anno dell’impegno di giovani di età compresa tra 18 ai 28 anni.
Gli ambiti di intervento sono tra i più disparati ma pienamente riconducibili a tematiche sociali e ambientali.
In particolar modo centrale è l’assistenza ai disabili, agli anziani e alle persone più bisognose.
Non mancano altri servizi utili quali la cura del verde pubblico,
quello del decoro urbano della città e sostegno a manifestazioni organizzate dai Comuni.
E’ ormai assodato che gli Enti pubblici considerano il volontariato del servizio civile una vera risorsa,
soprattutto come impulso e nuova linfa alle attività di servizi rivolti alla persona.
Per i giovani, invece, si tratta di un’esperienza ritenuta di fondamentale importanza per due motivi: si ha un primo approccio con il mondo del lavoro e si ha un primo contatto diretto con quelle che sono le problematiche sociali di una città.
A conferma di questa esperienza, abbiamo intervistato una ragazza, Laura, che ha svolto il servizio civile presso il
Comune di Sezze.
In che anno hai svolto il servizio civile?
Ho svolto il servizio civile dal 1/04/2004 al 31/3/2005
A quale progetto hai aderito?
Una buona assistenza al malato di Alzheimer
Perché la scelta di aderire al servizio civile?
Ho fatto questa scelta un pò per curiosità, per nuove esperienze e anche per fare concretamente qualcosa per gli altri e paradossalmente mi ci sono trovata totalmente coinvolta anche emotivamente.
Per te quanto ha influito su tale scelta la componente economica?
Non posso negare che sia stata importante soprattutto per noi studenti universitari.
Di che cosa ti occupavi piu’ di preciso?
Durante la giornata passavamo alcune ore in compagnia di alcuni malati del morbo di Alzheimer , facevamo visita a degli anziani che avevano difficoltà a svolgere normali mansioni domestiche.
Quali caratteristiche deve avere un buon volontario secondo te?
Credo che le qualità indispensabili siano l’enorme sensibilità e abnegazione.
Ricordi un momento significativo di quest’esperienza?
Lo sguardo di alcune persone pieno di gratitudine.
E per te cosa ha significato?
E’ stata un’esperienza che ho visto anche come primo approccio nel mondo del lavoro in quanto ho dovuto collaborare con altri miei coetanei con tutti i pro e i contro del caso; ho un bellissimo ricordo di quell’anno e anche un pizzico di nostalgia.
Lo slogan della campagna pubblicitaria del servizio civile Una scelta che cambia la vita. Tua e degli altri ha centrato allora le previsioni reclamizzate.
Ogni ragazzo ha apportato un valore aggiunto nella sua vita: la certezza che dare qualcosa per gli altri arricchisce se stessi.
Articolo tratto dalla rivista Just
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