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La Parigi dei Monti Lepini, come molti sono soliti
chiamare Sermoneta, è un piccolo gioiello
incastonato in un bellissimo panorama. Il segreto
della bellezza dei luoghi che tanti turisti ogni anno
visitano sta nel saper conciliare il moderno con
l’antico, il sacro con il profano. Un Centro Storico tra i
più belli ed i meglio conservati in tutto il centro Italia,
una periferia in forte espansione, sempre attenta alla
cura dei dettagli ed ai servizi da offrire ai cittadini,
bellezze architettoniche e monumentali ed un paio di
‘chicche’ rappresentate dall’Abbazia di Valvisciolo, dai
resti archeologici di Caracupa e dal fascino immortale
dell’oasi di Ninfa. Questi i segreti di uno tra i più belli ed
affascinanti paesi sui Monti Lepini.
La storia
Ilterritorio compreso nel comune di Sermoneta
presenta notevoli testimonianze archeologiche
che si articolano cronologicamente e in
maniera consistente a partire dalla prima età
del ferro(IX sec. a.C. L'area sicuramente più
interessante riguarda le località Caracupa e Valvisciolo,
che hanno restituito, attraverso l'individuazione e lo
scavo effettuato all'inizio del '900 di una necropoli
dell'età del ferro e lo studio dei terrazzamenti in opera
poligonale del monte Carbolino, una delle pagine più
importanti della storia più antica del Latium Vetus ed un
tassello importante per la definizione della cosiddetta
Cultura Laziale. Fondamentale nel contesto storicoartistico
la presenza della famiglia Caetani nel territorio
di Sermoneta.
Castello Caetani
Il Castello Caetani si erge maestoso sul paese di
Sermoneta dominando l'intera Pianura Pontina.
Costruito agli inizi del 1200 dagli Annibaldi, si
arricchì nel tempo di opere di difesa che
dovevano renderlo quasi inespugnabile.
Conobbe assalti e guerre, ospiti famosi (Federico III nel
1452, Carlo V nel 1536, Lucrezia Borgia che ne fu
"padrona" quando Papa Alessandro VI Borgia espropriò
i Caetani) e momenti di pace festosa. Il castello è
certamente uno dei monumenti tra i più integri
dell'antica architettura medievale del Lazio e dell'Italia.
Alla Fondazione Roffredo Caetani è affidata la sua
custodia e conservazione
Giardini e rovine di Ninfa
Èchiamata “La Pompei del Medioevo”. Il tempo
l'ha congelata seicento anni fa, ma oggi rivive
nello splendido giardino ricco di essenze d'ogni
luogo, nei ruderi delle chiese, di edifici privati e
del castello, nel fiume trasparente e nel
romantico laghetto. Ninfa oggi è il ricordo di una piccola
ma florida città medievale, la cui vicenda si consumò nel
volgere di circa 600 anni, tra la fine dell'VIII e la fine del
XIV secolo; ed è una fantasmagoria di verde, fiori, alberi,
cespugli, piante di ogni tipo, acqua, ricreata da un
genius loci agli inizi di questi anni Venti. Il nome di Ninfa,
gioioso e poetico, si fa risalire ad un piccolo tempio.
Scomparso il tempio, scomparso il mito e scomparsa
anche la città che ne trasse il nome, resta lo splendido
giardino che ricopre muri e ruderi di chiese. Alla morte
dell’ultimo discendente della famiglia Caetani, avvenuta
nel 1977, per evitare la dispersione di un patrimonio
naturale e culturale così grande, fu istituita la
Fondazione "Roffredo Caetani di Sermoneta", alla quale
è intestata la proprietà: un'azienda agricola, Ninfa e il
Castello di Sermoneta.
L'abbazia di Valvisciolo
L’Abbazia di Valvisciolo è situata nel territorio di
Sermoneta ai piedi del Monte Corvino, a meno
di 100 metri sul livello del mare; i monti la
proteggono dai venti del nord; dall'ampio
piazzale lo sguardo si spinge verso la pianura
pontina fino al mare. È dedicata al protomartire Santo
Stefano. La storia di questo monastero è complessa.
Anche il nome nasconde una parte di mistero.
Valvisciolo può significare Valle dell'Usignolo (vallis
lusciniae) o Valle delle Visciole (una varietà di ciliegie
selvatiche). È assodato che in origine il nome
individuasse un altro monastero cistercense in territorio
di Carpineto Romano, del quale oggi rimangono scarsi
ruderi. All'inizio del secolo XIV i monaci di Carpineto
abbandonarono i loro monti e si trasferirono nel nuovo
monastero al quale attribuirono l'avito nome di
Valvisciolo. La tradizione vuole che il primo
insediamento monastico in questa zona avvenisse ad
opera dei monaci basiliani di San Nilo. Sempre secondo
la tradizione, il monastero fu abitato dai Cavalieri
Templari che vi rimasero fino alla soppressione del loro
ordine ai primi del XIV secolo. L'intero complesso è
costituito dalla Chiesa, dalla Sala Capitolare, dal
Refettorio e dal Chiostro, che rappresenta il centro del
complesso e la parte più elegante di Valvisciolo.
Loggia dei mercanti
La Loggia dei Mercanti venne costruita nel
1446 per ordine di Onorato Caetani per
essere adibita a sede del Comune, degli
affari e delle assemblee popolari. Sotto le
ariose arcate a tutto sesto che seguono il
canone quattrocentesco, si aprivano le porte delle stalle.
Nell'accesso, invece, è ancora ravvisabile il canone
gotico. La Loggia rappresenta ancora oggi un punto di
incontro dei cittadini ed è uno dei luoghi più
caratteristici del paese.
Di particolare rilievo artistico anche altri edifici che si
trovano a Sermoneta, dalle chiese: la Cattedrale di Santa
Maria, la chiesa di San Giuseppe, la chiesa di San
Michele Arcangelo, la chiesa ed ex convento di San
Francesco, la Sinagoga ebraica; ai musei: il Museo
Diocesano ed il nuovo Museo della storia della
Ceramica, recentemente inaugurato; fino alle grandi
strutture: il percorso museale delle mura urbane e
l’antica via Consolare e papale del Medioevo.
LE MANIFESTAZIONI
Tradizionale sagra della polenta
Festa di Sant’Antonio Abate
Sermoneta Centro Storico
Domenica più vicina al 17 Gennaio
La Sagra della Polenta è una tradizione secolare che
ogni anno ha luogo a Sermoneta in onore di
Sant’Antonio Abate (protettore degli animali domestici e
del mondo rurale) prima del periodo quaresimale, così
come storicamente riscontrato dall’editto dell’anno
1622 del Canonico Sermonetano Leonardo Scincia,
all’epoca governatore papale in Tossignano (Bo), dove
istituì, con regolare bando, la festa della polenta da
celebrarsi l’ultimo giorno di carnevale, che a tutt’oggi ha
ancora luogo. Fin dalle prime ore del mattino gli esperti
polentari iniziano i preparativi per la cottura della
polenta che viene cotta in paioli di rame su fuoco a
legna. Alle 10,00 nella Cattedrale Santa Maria in Cielo
viene celebrata la Santa Messa. A seguire la Solenne
Processione con la Sacra Statua di Sant’Antonio, la
benedizione dei campi e degli animali e la distribuzione
dei pani benedetti. Dopo la liturgia, intorno alle 12,30,
inizia in Piazza del Popolo la tradizionale distribuzione
della polenta con sugo cotto con salsicce e olio di oliva
locale. La distribuzione si protrae per tutto il pomeriggio
accompagnata da musica, spettacoli ed esibizioni degli
sbandieratori. Sono presenti anche stands per la
degustazione di vini e di prodotti agricoli locali.
Festa di San Giuseppe e Festa dei Fauni
18 e 19 Marzo
In occasione della Festa di San Giuseppe, patrono di
Sermoneta, si organizza la tradizionale “Festa dei Fauni”
durante la quale vengono accessi enormi falò al centro
di ogni rione in un’animata gara fra le varie contrade che
vede vincitore il rione con il falò più alto e più bello.
La gara va avanti per tutta la notte, mentre sulla brace
dei fauni si arrostiscono salsicce, braciole ed altre
specialità culinarie locali.
Maggio Sermonetano
Mese di Maggio
La manifestazione culturale “Maggio Sermonetano
Spettacoli In Strada” nasce nel 1996 con l’obiettivo di
creare un progetto culturale di sensibilizzazione alle
principali discipline artistiche.
Una delle caratteristiche principali della manifestazione
è che tutte le rappresentazioni avvengono nelle strade e
nelle piazze del paese di Sermoneta.
Un’altra delle caratteristiche è la presenza dei laboratori
(seminari) realizzati dagli stessi artisti come
preparazione allo spettacolo che poi si va a
rappresentare, in maniera tale di avere da parte del
pubblico non solo la sensazione ultima della
rappresentazione dello spettacolo, ma soprattutto il
senso di come esso viene ideato e realizzato.
Tutto avviene in strada e nelle piazze principali del
paese con una collaborazione diretta dei cittadini di
Sermoneta che partecipano direttamente per ciò che
necessita agli artisti. Dalla prima edizione (1996) la
manifestazione ha ospitato artisti di importante rilievo
sia per quanto riguarda gli artisti di strada che per gli
artisti che operano nei circuiti teatrali nazionali.
Chitarra Festival Fabrizio Caroso
Mese di Agosto
Il Chitarra Festival Fabrizio Caroso di Sermoneta è una
rassegna internazionale di chitarra che nasce nel 1995
con lo scopo di divulgare la chitarra sin dalle sue origini
e nelle sue molteplici forme espressive.
È dedicato a Fabrizio Caroso da Sermoneta, famoso
liutista e coreografo del XV secolo, punto di riferimento
della composizione liutistica e dell’arte della danza dal
‘600 in poi. Ogni anno il festival dedica all’illustre
personaggio una sezione speciale in cui si
approfondisce la sua opera con conferenze,
pubblicazioni e concerti di liuto tenuti da storici ed artisti
di fama internazionale come il Prof. Gargiulo, la
coreografa Barbara Sparti ed i liutisti Cristian
Zimmerman, Andrea Damiani e Paul O’Dette.
La sezione chitarra classica ha visto celebri esecutori
come Eduardo Fernandez, Ernesto Bitetti, Leonardo De
Angelis, Roland Dyens, Helmut Jasbar, Raphaella Smits
e Manel Rubio.
Fiera di San Michele
29 Settembre
Tradizionale fiera del bestiame e dell’artigianato che ha
luogo presso la località Piedimonte di Sermoneta (area mercato) dove
vengono allestiti stands per la promozione di prodotti
artigianali, agricoli, prodotti alimentari tipici locali ed
esposti i capi di bestiame delle aziende di allevamento
locali. La manifestazione si svolge nel corso di quattro
giornate ed è allietata spettacoli musicali e dalla
presenza di personaggi dello spettacolo.
Prodotti Tipici Sermonetani
Insieme alla Mozzarella di bufala campana Dop, al
Carciofo Romanesco Igp ed al Kiwi Latina Igt, che
rappresentano i prodotti tipici, ci sono altri prodotti
caratteristici nella zona di Sermoneta.
Si va dal tartufo, protagonista indiscusso del lusso e
della raffinatezza sui tavoli dei gourmet e dei ristoranti
più sofisticati di tutto il mondo, che trova una
collocazione privilegiata proprio nella cucina tipica di
Sermoneta e viene cercato personalmente dai gestori
dei locali nei boschi che sono disseminati nella zona dei
Monti Lepini.
Poi ci sono i formaggi, la cui produzione è agevolata
dalla presenza di un terreno molto adatto alla pastorizia
e all’allevamento di bestiame da latte (in primo luogo
pecore, capre e mucche); le fave, che si trovano nei
mercati di Sermoneta in primavera; carciofini e
pomodori sottolio, la cui preparazione è seguita
personalmente dai ristoratori e dalle signore del paese
che ancora oggi amano dedicarsi a questo
procedimento, che li rende disponibili sulla tavola
durante tutto il corso dell’anno; l’olio e le olive, che si
possono trovare provenienti dal territorio, come le olive
di Gaeta, olive al fumo, olive spaccate e condite con olio
ed aglio, le classiche olive in salamoia, infine i dolci, tra
i quali la famosa “serpetta”, il dolce più antico di
Sermoneta, il cui impasto si ottiene con ingredienti
molto semplici come zucchero, uova e farina.
La caratteristica forma di serpetta fa riferimento allo
stemma (formato dall’onda con l’aquila) della famiglia
Caetani di Sermoneta.
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