Il partito socialista di
Sezze fa notare come il
meccanismo per la nomina
degli scrutatori non sembra
seguire una logica valida
e propone un metodo
alternativo.
L'obiettivo: favorire chi si
trova in difficoltà economiche.
L'esponente socialista
setino, Antonio Cicciarelli,
evidenzia come il
sistema con cui vengono
scelti gli scrutatori sia uno
degli aspetti che manifesta
il malcostume politico italiano
riguardo alla legge
elettorale: «Gli scrutatori
vengono selezionati dalla
Commissione elettorale
tra i nominativi compresi
nell'apposito albo. Questo
metodo, provocando di
fatto una mercificazione
del ruolo degli scrutatori,
lede quel minimo di moralità
che la politica ancora
forse detiene, in quanto -
spiega Cicciarelli - si assiste
ad una spartizione dei
posti a tavolino. In questo
modo si lede il precetto
fondamentale di moralità e
correttezza che deve improntare
sempre due fasi
della politica: quella formativa
delle idee e quella
operativa, affinché il pragmatismo
della politica non
si confonda con l'opportunismo
politico. Se cambiamento
deve essere, allora
che non sia solo di facciata
».
Ad illustrare la proposta
socialista è Donatella Tomei:
«Proponiamo un sistema
alternativo di nomina
degli scrutatori, partendo dalla considerazione
della gravissima crisi finanziaria
che stiamo vivendo.
Si è innescato un
meccanismo che vede il
ceto medio sempre più povero,
e i poveri sempre più
poveri. Data questa innegabile
realtà, proponiamo
che si crei un'apposita sezione
nell'albo degli scrutatori
in cui iscrivere i disoccupati,
i cassaintegrati,
i lavoratori in mobilità, i
lavoratori precari, insomma
chiunque soffra un disagio
economico. Nella
sostanza, visto che la legge
prevede la chiamata nominale,
troviamo giusto che
vengano individuate quelle
persone che hanno difficoltà
economiche. In prima
istanza, e con sorteggio
pubblico, gli scrutatori dovrebbero
essere scelti tra
queste persone e solo
se insufficienti a ricoprire
i ruoli da assegnare,
attingere anche
alla sezione ordinaria.
Ogni singolo ente -
commenta l'esponente
socialista - deve favorire
una più equa redistribuzione
della ricchezza
e in ogni modo
la crescita economica
dei meno abbienti.
Siamo convinti sostenitori
di questo metodo:
sia perché troviamo
vergognoso l'attuale
sistema di selezione,
sia perché riteniamo
giusto che a guadagnare
siano le persone in
difficoltà economiche
e non chi non ha di
questi problemi».
La proposta partita dalla
sezione setina del Partito
socialista è stata avanzata
a tutti i livelli politici, locali
e nazionali, ai circoli
socialisti, trovando immediatamente
consensi ed
adesioni.
Giovanni Rieti (06/03/2008)
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