Dopo aver «incassato» una proroga al
28 febbraio, sulla data di scadenza (31
gennaio) per la presentazione delle domande
per il riconoscimento della riduzione
tariffaria prevista per gli utenti
canone e del servizio idrico integrato,
della provincia di Latina, che rientrano
nelle categorie annoverate tra le utenze
deboli, il Comitato di Difesa dell'acqua
pubblica a Sezze, chiede di andare
oltre. «Dopo quattro anni di colpevole
indifferenza e di disinformazione palese,
il Comitato, vista la convenzione del
9 novembre 2005, per la gestione del
fondo sociale, istituito presso la Provincia,
chiede di modificare la convenzione
provvedendo all' estensione dell'area
del beneficio, avanzata già dal sindaco
di Cori, agli invalidi, i disabili e gli
anziani con l'accompagno». Inoltre il
comitato chiede al sindaco Campoli di
sapere se già nell'accordo sottoscritto
solo di recente dal Comune di Sezze,
sia già stata prevista l'estensione di tale
agevolazione per gli invalidi e gli anziani
con l'accompagno. «A tale proposito
- si legge nella nota - sollecitiamo il
sindaco e la Provincia a procedere ad
un'immediata azione ricognitiva per effettuare
una mappa del numero degli
utenti aventi diritto. Ed al contempo
chiediamo l'istituzione di una commissione
di garanzia e di tutela, al fine di
attuare una corretta applicazione dell'agevolazione
per un efficace controllo
diretto dalla stessa commissione. A tale
proposito si chiede che la somma a
beneficio delle utenze deboli, sia direttamente
erogata ai cittadini bisognosi e
non alle società che gestiscono il servizio
idrico a titolo di compensazione
preventiva sui consumi postumi. Mentre
ricordiamo ai consiglieri provinciali,
eletti nel nostro comune, come da
tempo poniamo all'attenzione della
pubblica opinione la gratuità della violenza
perpetrata in danno dei cittadini
allorché gli stessi diventano oggetto di
distacchi del servizio idrico, senza la
preventiva ordinanza di un giudice ordinario
del Tribunale civile. Un sopruso
che continua ad essere accettato supinamente
da questa amministrazione
che mai si è opposta ad una procedura
ancorché illegittima, barbara e incivile.
Distacchi che ancora oggi avvengono
forzosamente e spesso proprio in danno
dei cittadini più deboli».
E.f. (03/02/2010)
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