UN bando chiaro. In cui gli
interventi previsti sono legati
esclusivamente alla ristrutturazione,
recupero o
realizzazione di beni pubblici,
o di infrastrutture finalizzate
ad azioni di sviluppo
sociale. Come far rientrare
tutto questo all'interno di
unico progetto finanziabile?
La politica ha tentato d'
uscire dalle sabbie mobili in
cui era stata trascinata. Ma il
Consiglio straordinario,
convocato per domani sera,
potrebbe lasciare molto
amaro in bocca a chi nell'incertezza
ha optato per una
proposta intermedia, mediana
fino all'equivoco. Così se
qualche sera fa, dopo una
lunga discussione c'erano
ancora funzionari indaffarati
a chiedere lumi agli uffici
regionali, per interpretare un
bando ricco di opportunità
per i comuni della nostra
regione, a Sezze, la politica
ha prestato il fianco ad una
messa in scena parolaia e
gratuita. Gli attori? I soliti
noti. Purtroppo però, dall'altra
parte vi sono istituzioni
consolidate che, nel tempo,
hanno raggiunto livelli di
affidabilità e di eccellenza
riconosciuti in campo nazionale.
Come nel caso dell'Istituto
«Pacifici e de Magistris
». Una scuola accreditata
fin dal 2003 per la
formazione che negli ultimi
dieci anni ha svolto attività
sia didattica che progettuale
con enti istituzionali esterni
alla scuola, azioni di accoglienza,
formazione per
soggetti svantaggiati e servizi
di cura alla persona e
che da anni, nelle mille traversie
in cui da sempre navigano
gli istituti scolastici, ha
attivato il progetto di archivio
per l'oralità con il day
hospital geriatrico, e molto
altro ancora, diventando
punto di riferimento per i
progetti Miur e Fse. Questa
scuola chiede di recuperare
uno spazio al lato dell'istituto.
Con lo scopo di destinarlo
ad attività sociali e di
sviluppo economico per tutto
il comprensorio dei Monti
Lepini, favorendo l'integrazione,
lo sviluppo socioeconomico,
le attività culturali
e ricreative. Lo stesso
spazio è stato richiesto da
altri soggetti, con motivazioni
rivolte all'assistenza
socio-educativa. Nel primo
caso la scuola si è impegnata a cercare dei partner che
contribuirebbero con un
33% di fondi propri alla
realizzazione dell'opera.
Che con i primi 300.000
euro rischia di restare una
c at te dr al e
nel deserto.
Nel caso
degli altri
due progetti,
tutti
si sarebbero
dichiarati
dispon
i b i l i a
cercare dei
partner per
a u me n t ar e
la quota di
capitale. Ripartire per tre,
quella somma, su progetti
d'indiscussa qualità, sembra
infatti una vera marmellata
dal sapore rancido. Scontentare
tutti per non accontentare
nessuno. «Alla politica
chiediamo di operare una
scelta, programmatica e di
sviluppo - dichiara il professore
Luigi Mantuano - La
preside, i rappresentanti d'istituto,
gli studenti, hanno
cercato un punto di contatto,
fin dall'inizio, correggendo
anche errori di percorso, facendo
certo più del dovuto.
Questo paese ha bisogno di
sviluppo e progettare lo sviluppo
significa lavoro.
Qualcosa che da molti anni
non fa parte di questo territorio
».
Elisa Fiore (02/11/2008)
|