La sanità non decolla, annaspa e nel corso degli anni non vi è stata nessuna conquista. Anzi. E’ il Movimento di Alleanza Setina che analizza il settore sanità nei Monti Lepini e a Sezze in particolare. Rita La Manna, esponente del MAS denuncia la carenza dei servizi a fronte di centinaia di migliaia di finanziamenti investiti per le strutture sanitarie. «Nessuna conquista di efficienza e qualità delle prestazioni ma – afferma La Manna - per volontà di altri si è arrivati alla chiusura di molti servizi e divisioni dell’Ospedale San Carlo di Sezze: rianimazione; chirurgia vascolare; ostetricia; ginecologia; pediatria; neonatologia, chirurgia generale e la disattivazione del servizio di anestesia-rianimazione, scuola infermiere professionale e ridotto il servizio di gastroenterologia. Sono stati ridimensionati i servizi della radiologia: senza un radiologo in organico e con un’attività di orario che si esplica la mattina, nei giorni feriali fino al sabato, solo per gli interni».
Non migliore la situazione del pronto soccorso, declassato a Punto di Primo Intervento. Stiamo parlando di un servizio sanitario «con poche prestazioni specialistiche, come il servizio di anestesia-rianimazione il cui personale è a disposizione soltanto in reperibilità da Latina». Rita La Manna passa in rassegna la triste cronistoria di tutto il nosocomio setino, ex fiore all’occhiello della sanità in tutta la Provincia. «La stessa sorte è toccata ai reparti di Medicina e Geriatria - sostiene - che hanno visto la riduzione dei posti letto da 58 a 48, e sono stati declassati a post-acuzie e sub-acuzie (cure e terapie per i pazienti non gravi). Il laboratorio analisi operativo dal lunedì mattina al venerdì mattina, funziona parzialmente solo come punto di prelievo, poiché i test clinici e le relative risposte vengono affidate all’Ospedale S. Maria Goretti di Latina. Il Day Surgery, tanto declamato dai nostri amministratori, che doveva essere il fiore all’occhiello dell’Ospedale di Sezze, da circa due mesi è inattivo per lavori in corso».
La critica situazione investe tutto il comprensorio lepino che, a causa della riorganizzazione e razionalizzazione delle spese sanitarie, ha visto la chiusura anche degli ospedali di Cori e Priverno.
L’intervento de La Manna si chiude con una proposta: «Non è forse più opportuno riattivare l’Ospedale di Sezze, riconquistando tutti i diritti in campo sanitario, migliorando la qualità della vita agli utenti? Perché i Sindaci dei Monti Lepini non si fanno promotori di un incontro condiviso, aperto a tutti i cittadini, che abbia come obbiettivo primario la realizzazione di un unico ospedale nel comprensorio, non in contrapposizione a quello di Latina?».
Alessandro Mattei (13/05/2009)
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