Aspettano il loro turno seduti
lungo le scale di una palazzina
fatiscente. Sono i pazienti degli
ambulatori «protesi e pannoloni»
del Distretto Monti Lepini. Un
servizio intorno al quale gravitano
i cittadini di ben quattro degli
otto paesi appartenenti al distretto.
E Sezze, sede di Distretto,
accoglie nella massima precarietà
gli utenti del servizio che raccoglie
le direzioni sanitarie di
aree complesse come quella protesica,
il consultorio, il Sert ed il
Cad (assistenza domiciliare) ed
aree semplici dipartimentali
come
la medicina
specialistica e
generale, e le
guardie mediche.
«Ho creduto
di trovarmi in
Bosnia - commenta
il consigliere
di Nuova
Area per il PdL
Roberto Reginaldi
intervenuto
sul posto a seguito
di una richiesta
di una
cittadina - gli uffici
dell’ASL sono
fatiscenti, decine
di utenti seduti
sulle scale
senza sedie senza
spazi. Ero lì
per chiedere il motivo di quel
disagio e sono stato aggredito
verbalmente da un operatore che
mi ha spintonato all’esterno della
struttura, solo l’intervento del
dott. Claudio Beltrami ha impedito
all’ ‘infermiere-buttafuori’
di vietarmi la visita dell’edificio
». Le persone che attendono
oggi sono quasi tutte anziane,
molto malandate, parla Sebastiano,
due interventi gravi, settantenne
e tanta voglia di vivere:
«Siamo costretti a venire qui a
piedi, perché non ci sono parcheggi
ed alle volte è veramente
difficile esercitare un proprio diritto.
Due coniugi seduti: «E’
l’attesa che dobbiamo fare per
prendere i pannoloni, ma oggi,
aggiungono, non c’è quasi nessuno, immagini
d’inverno».
Nella palazzina
infatti non
ci sono sale
d’attesa e fuori,
un minaccioso
cornicione
la dice lunga
sullo stato
di funzionalità
dell ’edifi cio.
«Ho visitato
anche l’ospedale, devo sottolineare
che non comprendo come
mai ancora il piano terra della
nuova ala che potrebbe essere
destinato ad uffici amministrativi
sia ancora incompleto». Conclude
Reginaldi. Il riordino degli
ambienti ospedalieri, degli uffici
amministrativi e dei reparti,
preannunciato da tempo al fine di
rendere efficiente la struttura del
San Carlo, sarebbe in queste ore
sul tavolo del Direttore Generale
Ilde Coiro. S’ipotizza il trasferimento
del Distretto Sanitario nel
reparto degenza di Geriatria che
andrebbe al primo piano nel reparto
di Medicina, ma su quegli
stessi ambienti sono cadute anche
le attenzioni del D.S.M. (dipartimento
di salute mentale)
compresso in un angusto blocco
esente da privacy. In entrambe i
casi, cittadini bisognosi, utenti di
servizi socio-assistenziali indispensabili
attendono risposte.
Elisa Fiore (09/04/2009)
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