Da martedì 23 febbraio scorso il 29enne Salvatore La Penna è il nuovo segretario comunale del Partito Democratico. L’assemblea del Pd lo ha eletto all’unanimità dopo una lunga discussione nella quale non sono mancate divergenze e posizioni differenti. Il giovane La Penna però è riuscito a mettere tutti d’accordo, gli esponenti del Pd provenienti dalle ceneri dei Ds e quelli dell’ex Margherita. «Questa elezione – leggiamo nella nota - è l’espressione di una volontà di mescolare al meglio rinnovamento ed esperienza, elementi essenziali per un partito che vuole essere espressione di una linea politica basata sui valori, sulla passione e sull’entusiasmo. Espressione di una chiara volontà di coniugare il rinnovamento con una classe dirigente consolidata e capace».
Il nuovo leader dei democratici setini prende il comando della sezione dopo un anno di stasi ed immobilismo politico, seguito alle dimissioni dell’ex segretario Cristian Santia. Durante questo periodo il Pd è stato praticamente assente e non è riuscito a garantire nemmeno una struttura partitica di transito in grado di supportare il sindaco Andrea Campoli nella gestione della cosa pubblica. Il Pd, con il presidente Anna Teresa De Renzi, è stato un contenitore vuoto e la segreteria uscente ha dimostrato, nei fatti, di non essere all’altezza del compito affidatogli. Per le grandi problematiche emerse nel corso dell’anno il partito non ha preso mai posizione. Non ha difeso gli utenti del servizio idrico della città dinanzi al diktat della Dondi né dinanzi la grave crisi idrica che esiste in alcuni quartieri della città; non ha preso parola sulle stranezze che sono avvenute dentro la stessa maggioranza (cambi di casacca in vista delle regionali compresi); non si è saputo imporre e dare risposta ai partiti di opposizione che, al contrario, hanno stilato sempre la lista delle problematiche che non sono state ancora affrontate. Se non fosse stato per alcuni autorevoli dirigenti storici, oggi il Pd sarebbe considerato inesistente. E lo dimostra il fatto che, in più occasioni, dal coro si sono levate voci che, giocoforza, hanno dovuto provvedere a dare risposte in maniera autonomia e indipendente. Al nuovo segretario, quindi, l’ardua impresa di rimettere mano ad un partito fantasma e di costituire, stavolta, una segreteria capace e operativa. E’ stato già ampiamente dimostrato che la politica non è fatta per tutti, e che non basta passione e presenza ma occorrono esperienza, idee, progettualità ed intelligenza. Salvatore La Penna è un giovane preparato e, oltre a rappresentare il rinnovamento anagrafico del Pd, dovrà però dimostrare anche di essere un vero leader. Se la politica non è più fatta da partiti ma solo di persone, per il nuovo segretario è l’occasione propizia per far capire che ci sono strade nuove da percorrere.
Alessandro Mattei (25/02/2010)
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