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Roccagorga

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Roccagorga

Mille e trecento anni di abitudini, tradizioni e credenze, fatti ed eventi si sono susseguiti con ritmi e colori originali. Il comune di Roccagorga è un paesino che si fregia dello stemma di Città d’arte con i suoi monumenti che nel loro insieme sono un prezioso modello di architettura Barocca, è un autentico esempio di città lepina. A 267 mslm, in un clima temperato e quasi mai ventoso, su uno sperone del monte Nero, circondata da montagne che impongono di mirare lo sguardo dal basso verso l’alto, in un percorso visivo che non lascia scampo alle emozioni, per la completezza dei colori e degli elementi. Una verdeggiante atmosfera fatta di uliveti e vigneti, si distende nella valle per poi lasciare spazio all’ incantevole vegetazione di castagni, pini, aceri, faggi, carpini, lecci, cerri, che avvolgono tutto intorno le montagne fino ad arrivare alle brulle cime, che con le loro ripide e magnifiche pareti rocciose, mostrano grandezza.

La Storia

I l9 gennaio 801 le truppe al seguito di Carlo Magno, venuto a Roma per farsi incoronare imperatore da Leone III, distrussero Priverno. I superstiti terrorizzati, seguirono la matrona Gorga, rifugiandosi su una rocca vicina, la stessa matrona fu’ a dare nell'VIII secolo i natali a questo centro il cui primo nucleo fu sul Monte Nero, con il nome di Roccagorga. Fonti meno epiche documentano che il paese fu fondato dalla famiglia dei Conti di Ceccano, ed nel XV sec, diventa un feudo dei Caetani di Maenza. Nel 1617 Prospero Caetani vende alla famiglia dei nobili Aldobradini, che in breve edificano la chiesa dei SS. Leonardo ed Erasmo e danno vita ad un nuovo potere quello spirituale, che si ergeva dinanzi a quello politico nel mezzo dei quali trova una residenza il potere sociale, che ha come casa la piazza, che unisce e divide il palazzo dalla chiesa. Nel 1642 gli Aldobradini vendono per 30.000 scudi Roccagorga alla famiglia Ginetti di Velletri, nel 1722 il feudo viene acquistato da Ferdinando Orsini duca di Gravina per 65.000 scudi e nel 1811 Maria Teresa Orsini, nel suo matrimonio, portò in dote l’intero feudo alla famiglia Doria – Pamphili. Nella storia senza campanilismi lepini, questa comunità trova documenti di valore in senso propriamente storiografico, artistico, architettonico ma soprattutto sociale. Autorevoli ricercatori locali descrivono le loro opere come una lotta per la verità, la stessa origine del paese è opinabile dalle differenti fonti, che sono il primo riferimento per conoscere e capire una comunità, che nei secoli ha visto ripetutamente cambiare i nobili alla guida del potere. Le famiglie che hanno posseduto dall’anno mille fino al XIX sec., Roccagorga, sono ben sei, e questo elemento di instabilità nella gestione del feudo ha prodotto una storia locale, caratterizzata da repentini cambiamenti, che di generazione in generazione hanno visto un’intensa attività di lotte e rivendicazioni. Nelle persone di Roccagorga ancora evidenti sono le tracce di questi fenomeni, come palese è il forte senso d’appartenenza che negli anni è maturato tra le genti del luogo, impegnate ad ogni nuova trasformazione della regia del potere a non perdere i diritti acquisiti precedentemente e a continuare la strada dell’emancipazione, sentiero obbligato per una comunità che, orfana dei propri regnanti, deve ripristinare con i nuovi padroni i complessi accordi sulla gestione e sfruttamento delle risorse territoriali. Tra mito e rito c’è la storia di un popolo che ha vissuto momenti di forti tensioni come nel 1521 quando le truppe di Giovanni dalle bande nere, inviate dal Papa Leone XIII su richiesta di Camillo Caetani di Sermoneta, misero a ferro e fuoco il paese, uccidendo molte persone, rubando tutto quanto fosse trasportabile, violentando le donne e distruggendo le abitazioni di chi tentava di ribellarsi. La tranquilla popolazione Rocchigiana ha lasciato tracce nella storia di libertà e conquiste sociali, ed al massacro sopra citato seguirono l’eccidio del 6 gennaio 1913 e la rivolta del 1951.

Lo sciopero alla rovescia del 1951

Lo sciopero alla rovescia del 1951, è un vero e proprio gioiello delle lotte sociali, poiché persone del luogo costruirono una strada chiamata della “Pace”, in un momento di forti tensioni che videro le autorità reprimere i contadini, che volevano collegare il paese con le terre coltivabili della pianura attraverso una strada, che pur contro la volontà dell’allora governo venne edificata. Per chi ama l'arte e le antichità Roccagorga offre: Piazza VI gennaio, chiesa dei SS. Leonardo ed Erasmo, che risale al XIII secolo, Castello Baronale, antica torre quadrangolare risalente al XII sec, il Tempietto di S. Antonio, fontane scolpite, i ruderi di Monte Asprano, paesaggi come l’ Arco, nonché il museo etnoantropologico de monti Lepini.

Piazza VI Gennaio

Il nome deriva dall’eccidio che nell’anno 1913, quando un drappello di soldati apre il fuoco su una folla in protesta per le misere condizioni in cui viveva. Architettonicamente è una perla dello stile barocco e in questo paese assume un valore organizzativo e monumentale del tutto particolare. Essa è in pratica uno sorta di "sella”, il punto in cui le strade che vi convergono e riprendono fiato, da percorso obbligato diventa una meta per chiunque passando s’accorge d’essere arrivato nel cuore di una comunità, semplice e tranquilla.

Palazzo Doria Pamphili

Il castello baronale prende il nome dagli ultimi feudatari, fu costruito nel medioevo, ma ripetutamente modificato fino al Settecento, tanto che la sua struttura è alquanto curiosa. Si svolge attorno ad un cortile ed è composto da due corpi di fabbrica separati da una torre a campanile sormontata da un orologio. Oggi il palazzo è una struttura polivalente, con abitazioni private, Biblioteca, etno-museo, Ostello comunale.

L’Etnomuseo dei monti Lepini

Museo etno - antropologico attivo dal 1999, allestito con una mostra iniziale completamente dedicata alla comunità rocchiggiana è un luogo ideale da visitare per avere informazioni sulle genti locali e per godere di stupende rievocazioni storiche, realizzabili grazie all’ausilio di mezzi informatici. Ha sede nel Palazzo Baronale in piazza risorgimento n°4 a Roccagorga. Tel. 0773.958947/0773.958867

Palio degli Asini

L’organizzazione dell’evento è di anno in anno destinato al paese che vince con il suo binomio (fantino e asino). La corsa ad esempio nel 2006 si terrà a Roccasecca dei Volsci. Il Palio è organizzato dall’associazione Ippica Mauro Briganti, che grazie alla collaborazione dell’amministrazione comunale e della locale Pro – loco è riuscita nell’intento di creare una caratteristica manifestazione itinerante nei Lepini.

Venerdi Santo

Ifuochi a Roccagorga vengono accesi durante la settimana Pasquale per accompagnare la Processione del Cristo Morto. Durante questo giorno il paese viene diviso in due metà ideali, la contrada S.Pietro a sud, in piazza VI Gennaio, la Crocella a nord, sul piazzale antistante la chiesa. Entrambe le contrade accendono dei fuochi che sono in competizione fra di loro, il fuoco che si spegnerà per ultimo assegnerà la vittoria alla contrada che l’ha realizzato.Attraverso la competizione e l’agonismo la comunità celebra la propria identità comune.

Sagra dell'uva fragola

In Ottobre a Roccagorga si svolge questa sagra nella quale si può degustare, la caratteristica zuppa di fagioli a base di pasta all’uovo accompagnata con vino e uva fragoletta. Quest’ultima è una tipica uva da tavola ormai una rarità che possiede un gusto dolciastro molto aromatico.



 Francesco Scacchetti (17/05/2007)

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